Il software conteso ha reso illegittimo il licenziamento
per il giudice non c’ è la prova della proprietà da parte dell’ ulss
L’ atto con il quale l’ ex direttore generale dell’ Ulss 20 Maria Giuseppina Bonavina ha irrogato il licenziamento del dottor Giovanni Serpelloni era legittimo. Al contrario del licenziamento del medico che, motiva la Corte d’ Appello di Venezia, sezione lavoro, non è sorretto dalla rilevanza disciplinare della condotta. I giudici di secondo grado, esaminando i reclami e i motivi d’ appello prendono in esame la vicenda legata alla cessione dei diritti del software MFP a Codacons e dei codici sorgente alla Siae ed è relativamente a tale condotta che hanno ritenuto non legittimo il licenziamento dell’ allora direttore del Ser.d.«Mancando la prova della proprietà in capo all’ Azienda datrice di lavoro del software in questione», motiva la Corte, «viene meno il presupposto della contestazione disciplinare e la rilevanza della condotta sulla base della prospettazione dell’ Azienda medesima». Il fatto che l’ Ulss contesti la titolarità dei diritti di proprietà intellettuale per i giudici è un dato certo «ma la questione è allo stato oggetto di contenzioso tra le parti».È invece «certo che la circostanza che il dipendente vanti e chieda l’ accertamento in giudizio di diritti di cui l’ Azienda contesti l’ esistenza non può giustificare il licenziamento, ciò neppure considerando la qualifica dirigenziale ricoperta dal dipendente». Regolare invece la delibera firmata dall’ ex dg: «Non ha neppure integrato la volontà dell’ Ufficio competente partecipando alla scelta della sanzione da adottare ma ha soltanto recepito e dato esecuzione alla volontà dell’ ufficio procedimenti disciplinari. In questo modo il direttore generale ha dato un apporto meramente additivo e attuativo, inidoneo a determinare l’ illegittimità del licenziamento».F.M.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
