25 Luglio 2007

Il sistema bancario italiano vede il futuro sempre più in rosa

Il sistema bancario italiano vede il futuro sempre più in rosa (con una crescita degli utili del 12% nel 2008 e del 16% nel 2009), ma dal fronte dei consumatori arrivano accuse pesanti come macigni. Ad un anno dall`entrata in vigore del decreto Bersani – ha denunciato ieri l`Intesa dei consumatori – le banche “si sono intascate di lucro indebito“ qualcosa come 5,3 miliardi di euro e i consumatori hanno perso circa 500 euro per nucleo famigliare“. Nel bilancio tracciato dalle associazioni dei consumatori in una conferenza stampa (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc), viene sottolineato il mancato adeguamento al decreto sulle liberalizzazioni da parte degli istituti di credito. Sulla mancata applicazione del decreto nel settore delle banche, le associazioni hanno precisato che “sono arrivati migliaia di reclami da parte dei consumatori, sulla simmetria dei tassi (14.711), la portabilità dei mutui (2.507), la cancellazione dell`ipoteca (522) e la penale sui mutui (347). “In un solo anno – ha rilevato il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti – la simmetria dei tassi ha comportato un indebito lucro di 5,3 miliardi e i cittadini ci rimettono dai 300 ai 500 euro l`anno“. Dall`Associazione bancaria italiana non è mancata però una replica immediata alle accuse dell`Intesa dei consumatori. “Per quanto riguarda le cose che rientrano nei decreti Bersani – spiega Donata Monti che cura per l`Abi i rapporti con i consumatori – abbiamo costituito un apposito tavolo di discussione dove sono già stati affrontati temi importanti e dove era previsto che ci saremmo dovuti rivedere nel mese di luglio per affrontare le ricadute dei decreti. Si tratta di due momenti che, come avevamo stabilito, sarebbero serviti per un sereno confronto sulla materia. Per i mutui, l`accordo prevedeva un Comitato di gestione che ha il compito di verificare il rispetto dell`accordo. Grazie a questo monitoraggio, alcuni quesiti interpretativi li abbiamo già risolti e quindi riteniamo sia quello il luogo deputato a discutere i problemi emergenti. Da parte nostra c`è la più ampia disponibilità al confronto“. Ma per il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti, le responsabilità sono chiare. Dopo aver osservato che “non c`è differenza tra banche grandi e piccole“, ha puntato l`indice contro la Banca d`Italia: “Anzichè vigilare, va a braccetto con le banche. Draghi invece dovrebbe mandare le ispezioni e mi auguro che dia un segnale di discontinuità“. In merito alla simmetria dei tassi, il decreto Bersani obbligava le banche ad un adeguamento automatico dei tassi bancari sulla base delle variazioni stabilite dalla Bce: in un anno, hanno spiegato le associazioni dei consumatori, a fronte dei 5 aumenti del costo del denaro, le banche italiane hanno aumentato tempestivamente il costo del denaro sui mutui e finanziamenti, ma non i tassi sui depositi. “Dopo un anno il decreto risulta disatteso dalle banche“, ha detto Roberto Tascini, della segreteria nazionale dell`Adoc, precisando che “il mancato adeguamento dei tassi attivi ha inciso sui nuclei familiari per 500 euro nell`arco di un anno“, penalizzando soprattutto le fasce medie. Dalle banche, inoltre, arrivano risposte “elusive ed evasive“ anche per il secondo decreto Bersani. “Sembra la Repubblica delle Banche: a loro tutto è consentito“, ha commentato Lannutti, ricordando che l`Adusbef ha già presentato 104 esposti alle Procure della Repubblica per truffa e appropriazione indebita. “In Italia – osserva polemicamente – su un mutuo di 100 mila euro, un cittadino paga 27 mila euro in più alla fine“.

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