3 Novembre 2013

Il sindaco scrive a Berlusconi «Sconti la sua pena a Bassano»

Il sindaco scrive a Berlusconi «Sconti la sua pena a Bassano»

Diciamocela tutta. Anche i detrattori più irrudicibili un pizzico di compiacimento lo proverebbero. Non capita del resto tutti i giorni di trovare dietro lo sportello comunale nientepopodimeno che Silvio Berlusconi in versione impiegato. [\FIRMA]FANTANEOREALISMO? Chissà. Di certo Bassano si è messo in coda. Nel senso che, attraverso il sindaco Giovanni Paolo Seniga, il Comune si è ufficialmente candidato ad ospitare il Cavaliere durante l’ eventuale periodo di affidamento in prova ai servizi sociali. Una misura alternativa agli arresti domiciliari per scontare l’ anno di pena residua per il processo dei diritti tv. Un’ opportunità che mezza Italia vorrebbe offrire al Cavaliere più o meno discretamente corteggiato da associazioni del calibro di Codacons, Legambiente, City Angels e da una pletora di cooperative che si occupano di tossicodipendenti e disabili. Quella che era nata in estate come una provocazione, è diventata un’ offerta seria suggellata da una lettera inviata dal primo cittadino all’ ex premier. Seniga, sostenitore della prima ora del Pdl, rimarca lo spirito di un’ iniziativa che va oltre il significato politico. «A prescindere dal giudizio sulle azioni del Berlusconi imprenditore o cittadino, è evidente che siamo di fronte a un accanimento giudiziario – osserva il sindaco eletto alla guida di una lista civica -: una persona di 77 anni è stata privata del passaporto, una misura che in Italia non viene spesso adottata neppure per i criminali più incalliti. Ora quella pena alternativa, giusta o ingiusta che sia, potrebbe diventare per Berlusconi uno strumento per rilanciare la sua azione politica». Come? «Verificare in prima persona con quali difficoltà si gestisce un piccolo Comune come il nostro sarebbe un’ opportunità per il Cavaliere – rimarca Seniga -. La politica romana non si sta solo allontanando dai cittadini e dal Paese reale, ma anche e soprattutto dagli enti locali, trait d’ union strategico fra comunità e Governo. La full immersion intensiva nelle difficoltà dei Comuni sarebbe dunque una sorta di stage formativo per il fondatore di Forza Italia. «Se Berlusconi scegliesse Bassano lo destinerei all’ Ufficio segreteria e protocollo – spiega il sindaco -. Potrebbe così scoprire quali istanze arrivano dalla popolazione e dalle poche aziende rimaste ancora in vita. Poi lo sposterei all’ ufficio amministrazione e finanza, così darebbe un’ occhiata ai conti soffocati da uno Stato che ha ridotto i Comuni a una sorta di gabellieri. Oggi – incalza Seniga – le leggi vengono fatte dal Governo centrale senza sapere davvero quali siano le ripercussioni sul territorio, sono fatte da chi non ha senso pratico, da chi non ha dimestichezza con gli enti locali». Nella lettera inviata, Giovanni Paolo Seniga guarda anche al futuro del partito. «Il Pdl deve tornare al ruolo originario di rappresentanza e di governo – osserva il sindaco di Bassano -: abbiamo anche noi dei Matteo Renzi. Ma c’ è bisogno che i dirigenti si avvicinino alla base e ai cittadini. È anche questo il messaggio che ho voluto lanciare scrivendo a Berlusconi».

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