18 Maggio 2010

“Il sindaco non ha colpe per lo smog in città”

FIRENZE- Le polveri sottili, le famigerate Pm10, devono essere combattute a livello transnazionale e dunque a poco servono gli interventi degli enti locali. Finisce con un’ assoluzione «perché il fatto non sussiste» il primo processo per inquinamento contro amministratori pubblici. Tra questi l’ ex presidente della Regione, Claudio Martini, e l’ ex sindaco di Firenze oggi eurodeputato, Leonardo Domenici. Ieri, dopo quasi due anni di dibattimento, il tribunale di Firenze del traffico. Al processo si era costituito parte civile il Codacons, chiedendo due milioni di euro di risarcimento danni per i cittadini avvelenati dall’ inquinamento non evitato. Il tribunale di Firenze ha ritenuto infondate le accuse e i giudici hanno di fatto stabilito che il problema inquinamento da polveri sottile ha uno spessore mondiale. Secondo i giudici esistono più tipi di polveri, quelle provocate dall’ inquinamento dell’ uomo e quelle proveniente da fattori naturali (erosioni, eruzioni vulcaniche) e dunque, togliendo queste ultime, cade la prova che vi sia stato un superamento dei valori delle polveri della scala predisposta dall’ Unione europea. A ciò poi va considerata l’ impossibilità di stabilire quali Pm10 arrivano da altri paesi esteri e dunque quale sia il reale inquinamento provocato in loco. «Un terzo della composizione delle Pm10 è determinato da situazioni naturali e comunque da fattori internazionali- spiega l’ avvocato Francesco Bevacqua, legale dell’ ex governatore Claudio Martini – dunque solo l’ Unione europea può predisporre una lotta efficace». Una tesi, quella delle origini transnazionali dell’ inquinamento da traffico, sostenuta anche dall’ allora ministro dell’ Ambiente Altero Matteoli, che aveva deposto al processo come testimone della difesa.
 

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