25 Marzo 2016

Il siluro di Draghi a Renzi Nuova gelata sui consumi

Il siluro di Draghi a Renzi Nuova gelata sui consumi

ROMA. Per l’ Italia c’ è «il rischio di un significativo scosta mento dai requisiti dai requisiti europei» sui conti pubblici, «anche qualora si decidesse in primavera di accordare maggiore flessibilità al Paese». Non solo. L’ aumento del debito e del deficit ci mette particolarmente a rischio, perché «i Paesi con alti livelli di indebitamento sono particolarmente vulnerabili a un rialzo dell’ instabilità nei mercati finanziari» e «la loro capacità di adattamento a possibili shock avversi è piuttosto limitata». Il bollettino della Bce è un’ autentica mazzata per il Governo Renzi. Toni duri quelli usati dall’ istitututo presieduto da Mario Draghi (nella foto). Nonostante la caduta dei tassi d’ interesse, infatti, il debito italiano resta molto alto. «Le previsioni d’ inverno della Commissione», scrivono a Franco forte, «indicano per l’ Italia una differenza dello 0,8% tra il Pil per il 2016 e il percorso di aggiustamento previsto dalla Bce». Ma soprattutto «rispetto alle previsioni dello scorso autunno, il divario si è ampliato a causa delle spese aggiuntive inserite nella legge di Stabilità, che hanno aumentato l’ obiettivo di disavanzo dello 0,2% al 2,4% del Pil». Una bocciatura senz’ appello per la politica dei bonus sparsi a piene mani dal Governo. A GENNAIO VENDITE FERME, -1,6% SU BASE ANNUA. Come se non bastasse, a complicare ulteriormente il quadro di una ripresa che resta fragilissima, ieri sono arrivati i dati diffusi dall’ Istat, che certificano come le vendite al dettaglio a gennaio 2016 abbiano registrato una variazione nulla rispetto a dicembre 2015, mentre su base annua si siano addirittura contratte dell’ 1,6%. A far registrare il maggior calo nelle vendite (-2,8%) sono state le piccole botteghe alimentari. Dati che fanno dire al Codacons che «i saldi invernali sono falliti». E Confesercenti aggiunge: «Il 2016 parte male. Nei primi due mesi dell’ anno hanno chiuso al tri 12mila negozi, a fronte di poco più di 3mila aperture, il dato più basso registrato negli ultimi tre anni». Negativi anche i dati sull’ industria: il fatturato ha registrato un -3,3% su base annua. Meglio gli ordinativi, in crescita dello 0,7% sul mese e dello 0,1% sull’ anno.

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