17 Giugno 2011

Il settore “food” ai massimi dal marzo del 2009 (+2,9% tendenziale)

Roma. Sale ancora l’ inflazione, in aumento nel mese di maggio, anche su base annua. L’ indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dello 0,1% su aprile e del 2,6% rispetto al corrispondente mese del 2010. L’ inflazione acquisita per il 2011 è già del 2,3%. La novità è che siamo passati da una inflazione da energia ad un’ altra dovuta ai prodotti alimentari. Mentre i prezzi dei prodotti energetici si vanno stabilizzando, quelli alimentari sono in netta accelerazione. Formaggi e latticini segnano rincari dello 0,5% sul mese e del 4,8% su base annua. Rialzi "sostenuti" a giudizio dell’ Istat anche per zucchero e caffè (+1,5% nel mese e quindi del 9,2% e del 7,9% su base annua). I prezzi della frutta fresca salgono del 6,9% a maggio e quindi del 12,1% su base annua. La graduatoria dell’ inflazione 2011 vede al primo posto i trasporti (+5,7%), seguiti da abitazione acqua ed elettricità (+4,8%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (+3%). Aumenti più contenuti, invece, delle spese per il tempo libero (spettacoli e cultura), servizi sanitari e spese per la salute (+0,4%). I prezzi dei carburanti rimangono alti, ma gli aumenti mensili sono moderati, mentre in termini tendenziali si hanno percentuali dell’ 11% per la benzina, del 15,1% per il gasolio e del 19,1% per il gpl. Sotto accusa, come si è detto, i prodotti alimentari. Per la Confederazione italiana agricoltori, gli alimentari riprendono a correre e la lista della spesa "si accorcia", mentre le imprese agricole vedono salire i costi e non hanno alcun vantaggio. Il "boom" del gasolio fa volare le spese di trasporto dai campi alla tavola. Una tesi condivisa dalla Coldiretti: "In un Paese come l’ Italia, dove l’ 86% dei trasporti commerciali avviene su gomma, l’ aumento dei carburanti pesa notevolmente sul prezzo finale di vendita dei prodotti". La Confagricoltura ci tiene a precisare che gli aumenti della frutta non vanno agli agricoltori. "I ricavi delle imprese agricole da diversi anni sono compressi tra costi di produzione in aumento e prezzi all’ origine non remunerativi e caratterizzati da forte volatilità". L’ Associazione dei consumatori Adoc annuncia "una vera e propria stangata alimentare" per le famiglie, costrette a spendere quest’ anno 150 euro in più rispetto all’ anno scorso. Il presidente dell’ Adoc, Carlo Pileri, ritiene che – rispetto allo scorso anno – i prezzi dei prodotti alimentari siano rincarati del 6%, cioè più di quanto non dica l’ Istat. L’ impennata dei prodotti alimentati è denunciata dal Codacons, che pone in rilievo "l’ incremento record registrato per i prodotti ad alta frequenza d’ acquisto, la cui crescita è stata addirittura del 3,5% su base annua. Questo significa che il costo della vita aumenta sempre più ed è ormai a livelli insostenibili per più di un terzo della popolazione".

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