Il sequestratore rischia 8 anni
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Fabrizio Calvo BERGAMO Sarà interrogato oggi, nel carcere di Bergamo, Luigi Martinelli. È emerso che l’ imprenditore 54enne di Calcio (Bg) che giovedì è stato protagonista, a Romano di Lombardia, sempre nella Bassa bergamasca, di un pomeriggio di paura aveva ricevuto cartelle esattoriali per debiti tributari pari a 2mila euro, una cifra sulla cui entità si è però sfiorata la querelle tra Equitalia e Lega Nord. Sta di fatto che giovedì Martinelli ha fatto irruzione, armi alla mano, negli uffici della locale agenzia delle Entrate, sequestrando 15 persone fra contribuenti e dipendenti (liberate poco dopo, tranne una); poi la trattativa con un brigadiere dei Carabinieri, la richiesta di parlare con il premier Mario Monti e la resa finale dopo quasi sette ore ad altissima tensione. A Martinelli il magistrato contesterà, innanzitutto, il sequestro di persona, per cui sono contemplati dai 6 mesi agli 8 anni di carcere. «E a questo reato se ne potrebbero aggiungere altri» ha prospettato il procuratore di Bergamo, Massimo Meroni, durante la conferenza stampa di ieri nella sede del comando provinciale dei Carabinieri, per illustrare contorni e sviluppi della vicenda che giovedì pomeriggio ha tenuto l’ Italia con il fiato sospeso. In attesa dell’ esito dell’ interrogatorio, per avere un’ idea più esatta del significato del gesto messo in atto da Martinelli, il procuratore si è limitato a definire il gesto «una azione di protesta, dimostrativa, non oggettivamente giustificata», precisando che «non c’ è stata una vera e propria minaccia per gli ostaggi». Più che un uomo psicologicamente fragile, Martinelli ha dato l’ impressione di essere molto arrabbiato. Ha chiesto di parlare con il presidente del Consiglio, Mario Monti, la cui manifestazione di disponibilità a un contatto, «in caso di effettivo bisogno», resa nota dal procuratore in conferenza stampa, è stata tuttavia smentita da Palazzo Chigi. Nel frattempo, il Codacons, «pur non condividendo il gesto dell’ uomo», ha offerto, tramite il presidente Carlo Rienzi, assistenza legale gratuita all’ imprenditore, «perché la vicenda fa apparire in modo chiarissimo l’ emergenza sociale in atto». Un «episodio spiacevole, conclusosi nel migliore dei modi». Così il colonnello Roberto Tortorella, comandante del Gruppo provinciale del l’ Arma, ha definito la vicenda, annunciando «uno speciale encomio» per il brigadiere Roberto Lorini, il “mediatore”. Bresciano di Chiari, 48 anni, da 28 in forza alla caserma di Romano di Lombardia, il militare è stato l’ altro protagonista di giovedì pomeriggio. Pur non avendo avuto una formazione ad hoc, ha spiegato il colonnello, il brigadiere con la grande modestia, l’ estrema semplicità e l’ umanità manifestate nel successivo incontro con i media, ha evidentemente saputo toccare le corde giuste dell’ uomo che aveva di fronte. Dissuadendolo, con la sola arma della parola dal procedere nel suo gesto. Nel corso del pomeriggio di ieri, come anticipato, l’ entità del dovuto da Martinelli ha creato una sorta di mini-giallo. Il senatore leghista Roberto Calderoli, che è andato a visitarlo nel carcere di Bergamo offrendogli anche l’ assistenza di un avvocato di fiducia per conto della Lega Nord, ha riferito che l’ uomo ha parlato di un debito di 44mila euro. La cifra è stata però smentita da Equitalia, secondo cui – si legge in una nota – la somma ammonta a circa 2mila euro ed è relativa a canoni Rai e imposte richieste dal Consorzio di bonifica della Media Pianura Bergamasca. Per tali debiti Equitalia non ha attivato alcuna azione esecutiva di recupero. Nel 2001 al signor Martinelli – si legge ancora – era stata notificata una cartella di oltre 32mila euro, pagata il 9 ottobre 2003 con l’ adesione al condono». (ha collaborato Mauro Pizzin) © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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