Il seno «malfatto» risarcito dal chirurgo
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fonte:
- La Stampa
ROMA.
Chi sbaglia, paga. Anche, e a maggior ragione, se si tratta di ritocchi al seno finiti male. Il chirurgo estetico che li ha eseguiti è tenuto a pagare i danni. Non solo quelli provocati «nel corpo», ma anche la sofferenza causata «nello spirito». Lo ha sancito la Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso di una signora romana, Giacomina D. che, operata di mastoplastica riduttiva da un chirurgo di Villa Europa, a Roma, per correggere una malformazione congenita al seno, si era vista peggiorare la situazione.
L`operazione, infatti, non solo aveva lasciato inalterata la malformazione, ma aveva provocato un ulteriore danno estetico. Ottenuto un primo risarcimento soltanto grazie alla formula del tipo «soddisfatti o rimborsati», la signora, per effetto della Cassazione che ha accolto il ricorso dovrà essere ora risarcita dal chirurgo, non solo per i danni patrimoniali, ma anche per quelli riportati «nello spirito, a causa dell`intervento malriuscito».
Rimborsata con 36 milioni e 377 mila di vecchie lire per l`operazione sbagliata, la paziente si era rivolta alla Corte d`appello chiedendo il pagamento di altri 25 milioni come risarcimento dei danni non riconosciuti dal Tribunale. I giudici della capitale, però, con sentenza del giugno 2000, applicavano alla signora la formula del «soddisfatti o rimborsati», condannando il chirurgo, Carmine B., a rifondere alla signora soltanto 3 milioni e 522 mila di vecchie lire, ritenendo che, siccome «il risultato conseguito non era quello voluto dalla signora, il chirurgo avrebbe dovuto restituire solo la somma pagata».
Contro questa decisione Giacomina si è rivolta alla Cassazione facendo notare che l`intervento non solo aveva lasciato «inalterata» la malformazione congenita al seno, ma che le aveva procurato un ulteriore guaio. Un danno che avrebbe potuto eliminare solo sottoponendosi a un secondo intervento chirurgico. La Terza sezione civile (sentenza 18853) ha accolto il ragionamento della signora e, bacchettando i giudici di merito, ha evidenziato come la sentenza della Corte territoriale abbia semplicementè esteso l`area dei contratti del tipo «soddisfatti o rimborsati». Ma questo non basta si devono considerare anche i danni nello spirito, alla luce del fatto che «l`ineludibile trascorrere del tempo frustra sempre di più le possibilità e l`utilità di un proficuo intervento riparatore».
Il relatore Alberto Talevi elenca tutti gli errori del chirurgo: «Il fatto che l`intervento non ha riparato un bel niente; che comunque ha lasciato cicatrici non solo nel corpo, ma anche nello spirito; che in ogni caso, per ottenere il risultato che il chirurgo non è riuscito a conseguire, la signora deve sottoporsi a un altro, più complesso, intervento riparatore».
Il Codacons accoglie con soddisfazione la sentenza della Corte di Cassazione che equipara la chirurgia estetica a quella terapeutica. «Si tratta di una sentenza importante – afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – perchè costringe i chirurghi plastici a un maggior rigore nel suggerire ai pazienti a quali interventi sottoporsi, senza effettuare operazioni a pioggia, anche quando vengono richiesti da giovanissimi o possono risultare rischiosi per la salute».
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