3 Aprile 2003

Il Senato dà il via libera al decreto salva-compagnie

Il Senato dà il via libera al decreto salva-compagnie sulle polizze Rc Auto e i consumatori insorgono, proponendo addirittura di indire un referendum. «Un atto di inaudita gravità e di inusitata ignoranza» – è il commento di Intesa, la federazione delle associazioni. Il provvedimento è passato senza nessuna modifica nonostante i circa 60 emendamenti presentati in aula dall`opposizione. Da ora in poi le controversie di massa sui rimborsi per migliaia di automobilisti saranno affidate al giudice di pace che le giudicherà non secondo equità bensì secondo diritto, ossia in base al codice e alle sentenze passate in giudicato.

L`obiettivo dichiarato del provvedimento è evitare “pronunce difformi“ su “controversie derivanti da una miriade di contratti assolutamente identici tra loro“. Dalla nuova normativa, però, scaturirà un`altra conseguenza. Finora, infatti, di fronte alle sentenze emesse secondo equità, le compagnie assicurative non potevano ricorrere in appello, ma solo chiedere alla Cassazione un giudizio di legittimità, che non entrasse quindi nel merito della questione. Adesso invece il ricorso sarà possibile in tutti i gradi e l`iter per arrivare al rimborso diventerà più lungo e oneroso per il cittadino.

In pratica il provvedimento modifica l`articolo 113 del Codice di procedura civile e prevede che il giudice di pace possa decidere, secondo equità, le cause il cui valore non ecceda i 1.100 euro ma – si specifica – «salvo quelle derivanti da rapporti giuridici relativi a contratti conclusi secondo le modalità di cui all`articolo 1342» del Codice civile. L`articolo 1342 si riferisce ai cosiddetti contratti «di massa» a cui appartengono appunto quelli per l`Rc Auto. In questo caso si procederà, appunto, secondo diritto.

Il voto del governo è stato pressoché compatto a favore del decreto. «Non è in gioco la tutela dei consumatori ma si garantisce la corretta amministrazione della giustizia» – ha commentato il senatore Luigi Bobbio capogruppo di An in Commissione Giustizia. Ma nella stessa An non tutti la pesano così. Il senatore Francesco Pontone di Alleanza nazionale, presidente della Commissione Industria del Senato, si è astenuto. «E` un atto di critica e di sfiducia nei riguardi delle compagnie di assicurazioni che rappresentano i poteri forti e fanno la parte del leone nei riguardi degli assicurati». L`opposizione è insorta: «Dalle leggi ad personam a un provvedimento che corre in soccorso di una trentina di compagnie assicurative. È un progresso. Di questo passo, la Casa della Liberta finirà per varare leggi che interessano tutti i cittadini» – ironizza il senatore diessino, Elvio Fassone.

«Con la conversione del decreto salva assicurazioni sarà sempre più difficile per i cittadini tutelarsi e cercare soluzione alle controversie giudiziarie minori, quelle che nascono dai problemi di tutti i giorni, ad esempio una disputa su di un contratto con una banca. Da oggi in poi – aggiunge – chi subisce un`angheria potrà sempre rivolgersi al giudice, ma con i tempi lunghi e con i costi elevati che questo comporta. Di fatto, viene sottratto ai cittadini uno strumento concreto per ottenere giustizia nelle vicende che li riguardano più da vicino».

Soddisfatta invece l`Ania. Il via libera definitivo all conversione del decreto legge che rende più difficili i ricorsi per l`Rc Auto – sostiene il direttore generale dell`associazione che rappresenta le compagnie Giampaolo Galli – «pone le premesse per un dialogo più sereno con Governo e consumatori».

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