15 Luglio 2010

Il segnale ora c’è

 Il segnale ora c’è. È attaccato sui muri della città da ieri all’alba. Tocca le corde del popolo e centra l’argomento. Sono striscioni orizzontali bianchi con pennellate nere come la pece: «Strisce blu: strozzinaggio urbano». Uno compare all’incrocio tra via Diaz e il corso Vittorio Emanuele, a un tiro di schioppo dalla vecchia sede del Msi. Sarà un caso. Però le scritte portano la firma CasaPound, associazione di promozione sociale di fede fascista. È il segnale tangibile, concreto, evidente, di quello che il sindaco De Luca ha definito: «L’assedio della città». L’aveva visto e previsto prima degli altri. Scioglieva riflessioni in proposito in ogni sua uscita pubblica. Raccoglieva dossier, indiceva conferenze stampa. Ha persino annunciato quasi ufficialmente l’avvio della campagna elettorale per le prossime amministrative. Ha avvisato che lascerà il Consiglio regionale per difendere la sua città. Prima ha guardato con sospetto i cambi e le nomine nelle società miste e partecipate, poi ha gridato agli atti vandalici seminati in giro per le strade, infine ha spostato il tiro sulla politica, si è interessato ai preparativi per il congresso provinciale del Pd, ha piazzato a capo della segreteria (il congresso è oggi e domani) un giovane che gli corrisponde perfettamente. E lui, Nicola Landolfi, a sua volta ha detto, presentandosi alla platea provinciale: «A Salerno c’è un centrodestra particolarmente spregiudicato. Non ci spaventano, ma ci sono particolari assolutamente originali che dobbiamo saper cogliere». Uno è certamente l’esistenza, novità degli ultimi mesi, dell’uomo forte della destra, che è il presidente della Provincia Edmondo Cirielli. Il 7 luglio, però, pur non partecipandovi, De Luca ha benedetto la giornata della pacificazione. La lapide a Carlo Falvella, vittima degli anni di piombo, fu scoperta davanti ad un pubblico tutto di centrodestra. La cerimonia ebbe anche una parte, si può dire, scenografica. Con fumogeni tricolori, una lenta marcia, una meditazione laica. Quel giorno comparvero le maglie con le scritte: CasaPound, Zetazeroalfa e anche Fascisti Love. Quella sera un altro corteo attraversò il corso Vittorio Emanuele. Ragazzi, pacifici, giovanissimi, con le facce pulite ma le camice nere, al suono un po’ lugubre di un tamburo, portarono anche loro una corona in onore di Carlo Falvella. Alla fine risuonarono alte le voci del saluto militare. Camerata Falvella: presente. Di condiviso, in quella memoria, ci fu ben poco. Interrogato in merito, il professore Peppino Cacciatore, esponente intellettuale della sinistra disse: «La memoria condivisa è un’imbecillità». Sono trascorsi pochi giorni e l’apparizione sui muri delle scritte di CasaPound, che nel 2003 nacque, in nome del diritto alla casa, come prima occupazione di un edificio non di sinistra, ispirata al poeta americano Ezra Pound e alle sue teorie economiche contro l’usura, è una bomba. Salerno Futurista CasaPound Italia punta sull’argomento più forte e più popolare: le strisce blu, che si moltiplicano più velocemente di un virus e non piacciono alla gente. De Luca le difende come una necessità dell’era moderna. E le armi politico-amministrativo, si affilano in queste ore. «A partire da questo fine settimana – ha fatto sapere il segretario territoriale del movimento Guido D’Amore – i cittadini troveranno i nostri gazebo per la raccolta firme nelle principali piazze non solo del capoluogo di provincia ma anche nei centri turistici della Costiera amalfitana e del Cilento dove le tariffe orarie dei parcheggi a pagamento in estate arrivano alle stelle. Il codice della strada – prosegue – sancisce che le zone destinate al parcheggio a pagamento devono essere ubicate al di fuori della carreggiata e che occorre destinare un’area al parcheggio senza custodia o senza dispositivo di controllo della durata della sosta dove si collochino le strisce blu». È quello che dice il Codacons, affidandosi anche a una sentenza di Cassazione. Ma l’amministrazione comunale va avanti per la sua strada. E il blu avanza. Casa Pound adesso dice che è: «Usura per i cittadini, pizzo per i negozianti».

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