6 Febbraio 2007

Il sant’elia stadio fuori legge

I tornelli non sono ancora collegati al sistema telematico Il Codacons con un esposto ne chiede il sequestro cautelativo

Attesa a Cagliari per le decisioni del governo

CAGLIARI. Il diktat del ministro dell’Interno, Giuliano Amato parla chiaro: "Non si gioca in presenza di pubblico negli stadi non a norma". E tenuto conto che in Italia solo l’Olimpico di Roma, il Ferraris di Genova, il San Filippo di Messina, il Barbera di Palermo, l’Artemio Franchi di Siena e l’Olimpico di Torino si sono adeguati alle norme previste dal decreto Pisanu, se ne deduce che il Sant’Elia è ’fuorilegge’. Non è stato, insomma, ancora messo in sicurezza. Con la logica conseguenza che i tifosi del Cagliari saranno costretti a vedere le partite di Suazo & C. solo in televisione. Ma c’è di più. Il Codacons con un esposto presentato presso la procura della Repubblica ne chiede il sequestro cautelativo, anche in virtù del fatto che l’impianto attualmente funziona in regime di deroga. In verità nello stadio cagliaritano sono già stati fatti quasi tutti i lavori di adeguamento. Ci sono le zone di prefiltraggio, l’impianto di telecamere e i varchi di accesso con i tornelli che, però, non sono stati ancora collegati al sistema telematico a causa del mancato allaccio alla linea a fibre ottiche. La stessa biglietteria non è collegata con la Questura. Sarà comunque il Consiglio dei ministri straordinario, convocato per domani a stabilire le misure urgenti "con un decreto per norme immediatamente attuative". Nel frattempo due delibere riguardanti proprio il futuro del Sant’Elia stanno per approdare in commissione sport e, quindi, in consiglio comunale. La prima prevede un concorso di idee internazionale per un migliore utilizzo della struttura e l’affidamento della gestione ai privati. La seconda, invece, punta a una completa ristrutturazione dello stadio. Costo complessivo dell’opera: trentanove milioni di euro. Nell’attesa si susseguono le prese di posizione dei consiglieri comunali. Secondo Lino Bistrussu (Riformatori) "lo stadio cagliaritano è molto meno pericoloso di quello che sembra e più sicuro di realtà come quelle di Genova, Siena e persino Milano". Per Bistrussu la cosa più importante da fare è quella di educare la gente alla non violenza e a seguire "bisognerebbe affidare alle società l’ordine pubblico negli stadi. Non deve essere sempre la comunità a pagare". Sulla stessa lunghezza d’onda Ugo Storelli (Forza Italia) secondo il quale l’amministrazione comunale potrebbe seriamente prendere in considerazione la possibilità di affidare l’impianto al Cagliari calcio. "In ogni caso – continua il consigliere azzurro – va trovata al più presto una soluzione. E, soprattutto, è necessario adeguarsi immediatamente alle norme vigenti. Il fatto che al Sant’Elia entrino ancora petardi e bastoni vuol dire che c’è qualche falla". Da parte sua il Cagliari Calcio attende con fiducia e ottimismo la ripresa del campionato, nella speranza di poter evitare la disputa delle gare a porte chiuse. "La situazione dello stadio – fanno sapere dal club rossoblù – è comune a quelli di altre società. A Cagliari molte cose funzionano, solo all’ingresso i tornelli non sono stati ancora collegati al sistema telematico per il mancato allaccio alla linea a fibre ottiche". Un problema che potrebbe far disputare la prossima partita interna del Cagliari a porte chiuse. Non si conoscono, però, i tempi esatti per la completa messa in regola del Sant’Elia. Domani, dopo le decisioni del Consiglio dei ministri, se ne saprà di più. (g.b.).

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox