«Il salvacompagnie è contro la Costituzione»
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fonte:
- La Stampa
I consumatori presentano il ricorso alla Consulta sull´Rc auto. Nuovi aumenti in vista
ROMA.
L`Intesa dei consumatori ha sollevato ieri davanti al giudice di pace di Roma l´eccezione di legittimità costituzionale, con conseguente ricorso alla Consulta, contro il decreto «salva-compagnie» emanato dal governo. Secondo Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, il provvedimento, che vieta ai giudice di pace decidere «secondo equità» sui contratti di massa, (non solo le polizze dell´auto ma anche i contratti del telefono, di banca, gas o luce) viola infatti alcuni articoli della Costituzione oltre che rendere più onerose, lunghe e difficili le cause contro le compagnie. Nel ricorso i legali dei consumatori hanno puntato su cinque violazioni: del principio di ragionevolezza (articolo 3 della Costituzione) ovvero il divieto di leggi che direttamente o indirettamente diano vita ad una non giustificata disparità di trattamento delle situazioni giuridiche, indipendentemente dalla natura e dalla qualificazione dei soggetti ai quali queste vengono imputate; violazione del principio di uguaglianza: «il decreto “salvacompagnie“ riserva un ingiustificato trattamento di favore ai contraenti forti» ovvero coloro che «redigono ed impongono alla clientela in contratti standard come gli assicuratori»; violazione delle funzioni costituzionalmente riservate al potere giudiziario: «La Consulta ha più volte affermato che il legislatore viola le funzioni giurisdizionali quando interviene per annullare gli effetti di casi giuridici già giudicati o quando la legge sia intenzionalmente diretta ad incidere su cause sub iudice», proprio come nel caso dei ricorsi per i rimborsi dell´Rc auto; violazione il diritto di difesa perché il decreto «di fatto preclude la tutela giurisdizionale del contraente debole (l´assicurato) in quanto la nuova norma influisce con forza pressoché paralizzante sui giudizi in corso»; infine la violazione dei principi di straordinaria necessità ed urgenza per l`emanazione di decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Ora, dopo la presentazione da parte dell`Intesa delle richiesta, il giudice di pace dovrà decidere, nell´ambito di una richiesta di rimborso ai danni dell´Unipol, se ritiene non infondato il ricorso avanzato dalle associazioni. Il giudice quindi manderà tutto l´incartamento alla Corte Costituzionale che dovrà decidere come intervenire. L´iniziativa, annunciata già alcuni giorni fa, certo non aiuta a rasserenare i rapporti con gli assicuratori anche se l´Intesa ancora ieri si era detta «disponibile ad un incontro purché si discuta dei rimborsi e di come superare, non in via giudiziaria, il decreto «salvacompagnie». Oggi le associazioni dei consumatori sono convocate alla Camera dalla commissione giustizia (appuntamento alle 13 poi alle 20 tocca all´Ania) e il 28 hanno organizzato un sit-in di protesta di fronte a Montecitorio. Intanto ieri l´Ania, presieduta da Fabio Cerchiai, ha rinnovato anche per il 2003 la convenzione con l`associazione dei carrozzieri artigiani. L`intesa, siglata il 20 febbraio scorso, prevede, a partire dal primo marzo, una ridefinizione delle tariffe relative alla manodopera, alcuni adeguamenti aggiuntivi volti a sanare situazioni di particolare sofferenza e l`avvio di una nuova tranche di aumenti per le province (per le quali l`anno scorso era stato previsto un incremento biennale). Per quanto riguarda le tariffe orarie di manodopera è stato stabilito un aumento del 2,5% su tutto il territorio nazionale per tutte le tipologie di azienda. L`intesa prevede poi un incremento del 4% delle tariffe in vigore nello scorso anno per quanto riguarda i materiali di consumo.
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