4 Luglio 2014

Il Salento prova a ripartire con 80 euro Primo test con i saldi

Il Salento prova a ripartire con 80 euro Primo test con i saldi

Il primo test è dietro l’ angolo: 80 euro del bonus Renzi da spendere, il Salento alla prova per ripartire con i consumi. L’ occasione è su un piatto d’ argento: domani, come nel resto, partono i saldi anche a Lecce e nelle altre cittadine. Si prova a ripartire con i consumi: è la scommessa per rimettere in moto l’ economia. Sulle previsioni gli addetti ai lavori sono divisi. Chi pensa che la svolta sia dietro l’ angolo – e qui citano la corsa agli acquisti “sotterranea” già partita nei giorni scorsi tra piccoli e grandi negozi – e chi, invece, resta prudente sulla buona riuscita dei saldi come boccata d’ ossigeno per il settore del commercio. Il verdetto arriverà fra pochi giorni. Per ora, a Federconsumatori, escludono le code: per il presidente provinciale Antonio Moscaggiuri «è ancora presto per affermare, come qualcuno sta già facendo, che il bonus non abbia avuto l’ effetto sperato. Più di qualcuno deve, infatti, ancora riscuoterli. Più della metà delle aziende non fa i conti a maggio, ma a giugno. Quindi gli 80 euro li prenderanno adesso. Sicuramente il bonus agevolerà la spesa. Certo siamo in un contesto abbastanza precario, quindi è presumibile che quei soldi in più in busta paga vengano spesi anche per l’ acquisto di beni più importanti che la t-shirt o il pantalone. Qualche segnale, comunque, c’ è e lo capiamo anche dall’ atteggiamento dei turisti», afferma Antonio Moscaggiuri, secondo il quale il problema vero non è tanto la maggiore o minore disponibilità economica delle persone quanto piuttosto l’ attendibilità e la credibilità dei saldi stessi. In altre parole: c’ è poca fiducia da parte dei consumatori. «È quello che stiamo registrando – aggiungono da Federconsumatori – e i saldi sono diventati ormai anche una sorta di finzione. Non ci crede più nessuno. Ci sono alcuni negozi che, effettivamente, per non avere giacenze di magazzino, visto che vanno considerate in bilancio, scontano veramente gli articoli. Ma ce ne sono altri che, invece, applicano lo sconto solo dopo l’ aumento del prezzo degli articoli. E’ un fatto che, purtroppo, si ripresenta puntuale ormai da anni e noi da anni noi lo segnaliamo tempestivamente». Anche il Codacons mette in guardia i consumatori da eventuali speculazioni attraverso la diffusione di un decalogo. Qui le previsioni sono più ottimistiche: dall’ associazione ritengono che il bonus di 80 euro fornirà quella spinta attesa scongiurando le previsioni di minori vendite che aleggiavano fino a qualche mese fa. C’ è già un primo calcolo da parte dell’ associazione guidata da Carlo Rienzi: una spesa media pro capite che non supererebbe i 79 euro. È una previsione che si avvicina a quella di Confesercenti. Secondo il vicepresidente provinciale, Roberto Petrelli, «gli 80 euro del bonus del governo Renzi saranno utili. Certo, prima, per un appuntamento come quello dei saldi, eravamo abituati a spendere 200 euro, poi 180 e 120 euro. Ora ci accontentiamo anche di questi 80 euro purché la gente ritorni nell’ ordine di idee di spendere qualcosa». Secondo Petrelli «non assisteremo, comunque, alla classica corsa ai saldi come accadeva fino a qualche giorno fa», anzi. E lo stesso Moscaggiuri prova a tirare le somme: «I saldi servono a fine stagione per eliminare le giacenze di magazzino. Non credo che muteranno le dinamiche attuali, anche perché già da qualche giorno alcuni commercianti stanno inviando ai propri clienti più affezionati un sms con offerte di articoli a prezzi scontati: è un’ abitudine che ormai viene applicata durante tutto l’ anno». Per quanto di sua competenza, anche Confesercenti ha diffuso il suo decalogo agli associati: «Per esempio, tenere separata la merce a saldo dalla merce non a saldo, avere le vetrine abbastanza scoperte, non coprire tutto con i cartelloni riportanti la percentuale di sconto, mantenere lo stesso standard della vendita applicata durante l’ anno, sia in riferimento allo stato degli articoli che ai modi di pagamento».

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