11 Giugno 2016

«Il ruolo di Serpelloni dominus incontrastato»

«Il ruolo di Serpelloni dominus incontrastato»
i giudici: «gestione
del denaro pubblico come se fosse privato » l’ inchiesta tra finti
convegni e richieste arbitrarie di soldi a civitec

Dalla gestione del denaro pubblico come se fosse privato alla richiesta (arbitraria) dei codici sorgenti della piattaforma MFP e di una percentuale «fatta da Serpelloni a Corrado Bettero (Ciditech) relativamente ai progetti futuri», alla predisposizione di mail che culminano con quella contenente la richiesta del pagamento di 100mila euro «per pretesi diritti intellettuali» e firmata da sei medici. E infine la cessione dei diritti a Codacons: «il software MFP – allo stato – è di esclusiva proprietà della Regione Veneto e dell’ Ulss20 e sul piano giuridico i tre indagati, fino a diversa decisione dell’ autorità giudiziaria competente, non posseggono alcun diritto e non possono cedere alcunchè».Sessantacinque pagine che pesano come un macigno. E nelle motivazioni del Riesame a sostegno della misura interdittiva a carico di Giovanni Serpelloni, ex direttore del Serd, e dei due colleghi Maurizio Gomma e Oliviero Bosco (tutti e tre sospesi dall’ esercizio della funzione pubblica in Ulss 20), il collegio presieduto dal dottor Angelo Risi riesamina ogni elemento contenuto nell’ ordinanza del gip Luciano Gorra, smantella le tesi difensive e formula osservazioni che depongono a favore del quadro accusatorio.E quindi, confermando in toto le valutazioni operate dal gip, il Riesame è intervenuto solo sulla «proporzionalità e adeguatezza della misura». Ma l’ ipotesi delineata dal pm Paolo Sachar non è stata minimamente scalfita. Anzi, ne esce rafforzata.Si fa cenno anche all’ altra indagine, quella che riguarda l’ erogazione di somme (da parte del Ministero) per progetti affidati da EIHP, e in particolare ai denari (32.768 euro) stanziati per un convegno sulle collaborazioni scientifiche internazionali e i progetti di ricerca. C’ era la locandina, la brochure, l’ elenco dei relatori e anche il programma giornaliero.Il denaro avrebbe dovuto essere impiegato per l’ allestimento degli spazi adibiti al convegno ma «dalle indagini è emerso che questo convegno non si è mai tenuto e le risorse sono state invece impiegate per la realizzazione di due uffici nel seminterrato del Ser.D., ricavati dal ridimensionamento della sala convegni e utilizzati dalla dottoressa Rimondo, stretta collaboratrice di Serpelloni».Il Riesame analizza questa circostanza sottolineando che pur non costituendo titolo custodiale «esso è ben valorizzabile ai fini di una valutazione sulla pericolosità di Giovanni Serpelloni e dei suoi odierni correi anch’ essi indicati come relatori di un tale evento (il convegno fantasma) ed evidentemente ancora una volta complici dell’ ennesimo episodio di irregolarità amministrativa e di una singolare commistione tra pubblico e privato quasi che i fondi pubblici potessero essere gestiti senza vincolo di destinazione o di controllo». Un riferimento che consente ai giudici di sottolineare, anzi ribadire, che «nella graduazione delle responsabilità il profilo più compromesso è quindi ed in definitiva quello del Serpelloni che assume il ruolo di dominus incontrastato». Una considerazione preceduta dalla ricostruzione di ogni comunicazione avvenuta tra il 2012 e il 2014, compresa la corrispondenza per l’ indizione della gara d’ appalto per la manutenzione del software, la «punizione» a Ciditech per non aver pagato 100mila euro. Tutto, e il collegio non ha dubbi, sotto la supervisione di Serpelloni, anche quando aveva ancora l’ incarico a Roma. E come «correttamente rilevato al dg dell’ epoca (la dottoressa Bonavina, ndr) Serpelloni e con lui i suoi sodali non avevano alcun diritto di utilizzare i budget del Serd e la parziale autonomia per scaricare sull’ azienda costo che, all’ evidenza, era addebitabile alle altre Asl che utilizzavano il programma». E per il Riesame «tutti hanno abusato delle proprie pubbliche prerogative». Non potranno lavorare, per un po’.o.
fabiana marcolini

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