23 Luglio 2019

Il rogo in stile anarchico ferma l’ alta velocità e fa litigare il governo

l’ incendio doloso a firenze, ritardi di 4 ore, 42 i treni cancellati salvini: «evidente sabotaggio». e sfida toninelli sul no alla tav
L’ Italia divisa in due. Da tre roghi, divampati all’ alba di ieri, che hanno danneggiato la linea ferroviaria all’ altezza della stazione di Rovezzano, periferia di Firenze, già in passato al centro di episodi oscuri. L’ uso di liquido infiammabile, senza inneschi, ha mandato in fiamme una cabina elettrica dell’ Alta velocità e due tombini laterali ai binari. Risultato: ritardi medi registrati nei collegamenti Nord-Sud arrivati a 180 minuti, con punte massime fino a 4 ore e mezza. Cancellati almeno 42 convogli di Fs ed Italo, tra la rabbia e la rassegnazione di pendolari e turisti. Danneggiare le canalette per la trasmissione dei dati basta per bloccare il Paese. Di quali dati parliamo? «Si tratta di tutte le informazioni sulla posizione dei treni e sui colori dei segnali – spiega il professor Roberto Maja, docente di Ingegneria dei Trasporti al Politecnico di Milano – e la circolazione si interrompe in automatico, senza intervento dei macchinisti: è come tagliare i fili che alimentano i semafori. Le centraline si trovano ai lati dei binari, sono involucri in cemento contenenti i cavi: si può pensare che sia necessaria più protezione, ma per 16 mila km di rete ferroviaria aumenterebbero i costi». Trenitalia e Italo hanno previsto il rimborso o il cambio del biglietto (Italo fino a domani alle 23), ma il Codacons chiede indennizzi. Gli inquirenti pensano, tra le altre ipotesi, a un’ azione anarchica, forse collegata al processo – proprio ieri conclusosi a Firenze – che ha visto 3 anarchici condannati per il ferimento dell’ artificiere della polizia Mario Vece, colpito dall’ esplosione di un ordigno lanciato contro una libreria vicina a Casapound, a Capodanno del 2017. E, soprattutto, c’ è un testo apparso online. Sul sito “finimondo.org”. Dove si parla di «un gesto d’ amore e di rabbia». E si legge: «Non riusciamo a trattenere la nostra emozione nel constatare come questo gigante chiamato Potere abbia sempre e comunque i piedi di argilla. Come sia sufficiente accendersi una sigaretta all’ aria aperta in campagna e sotto la luna per mandarlo in tilt». Ma il sito ricorda anche l’ anniversario dell’ uccisione di Carlo Giuliani al G8 di Genova 18 anni fa e come il sistema dei trasporti, qui nel mirino, serva a spostare «merci umane e inumane a seconda delle esigenze del mercato». Risale alla primavera un appello online a «moltiplicare l’ attività, pubblicazioni, scritte, azioni, incendi, scontri di strada» in memoria dell’ anarchico cileno Mauricio Morales: fra i temi il no alle grandi opere e il sostegno ai migranti; in aprile il processo a Torino contro la Federazione anarchica informale ha portato a 5 condanne e 18 assoluzioni. Nel 2018 gli 007 avevano segnalato «una tendenza crescente alla radicalizzazione della propaganda». E le scritte apparse ieri a Firenze («La carta è solo carta, brucerà») sembrano a loro volta collegate al processo in città. Ed è polemica, non sull’ attentato, ma sulle grandi opere, in una fase delicatissima dei rapporti Lega-M5S. Proprio ieri il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, grillino, ha licenziato dalla Commissione costi-benefici sulla Tav l’ ingegner Pierluigi Coppola, dissociatosi dall’ esito negativo della valutazione sull’ opera: per Coppola, i benefici prevarrebbero sui costi per un valore compreso tra 400 milioni e 2,4 miliardi. Il docente a Tor Vergata è stato liquidato con una semplice mail di Toninelli. Salvini la prende male. Il ministro dell’ Interno, che scommette sulla matrice anarchica del sabotaggio (parlando di «fottutissime idee fuori dal tempo»), fulmina Toninelli, «che deve aiutare la gente a viaggiare e non bloccare porti, aeroporti, ferrovie, strade. E sulla Tav non ci siamo proprio». La replica di Toninelli: «L’ Italia è il primo Paese al mondo per costo di un chilometro di binari e di autostrade: vogliamo dirlo che sono sempre stati detti dei “sì” a progetti scritti male, a gente che voleva corrompere? Qualche sacrosanto “no” bisogna dirlo».

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