5 Novembre 2006

Il riscatto pagato con aiuti alla popolazione?

ROMA. Lo scenario sempre lo stesso. Il governo nega ufficialmente che per la liberazione degli ostaggi italiani sia stato pagato un riscatto, anche se poi, l`esperienza di questi anni, insegna tutt`altro. E` accaduto così per Giuliana Sgrena, ma anche per le due Simone, rapite in Iraq, e per Clementina Cantoni, sequestrata in Afghanistan. Potrebbe essere accaduto cos` anche per Gabriele Torsello. Le prime, parzialissime ammissioni, del resto cominciano a venire fuori, sebbene con estrema prudenza. Come quella fatta ieri dal sottosegretario alla Giustizia Alberto Maritati, che pur continuando a negare il pagamento di un vero e propri riscatto ai rapitori, ha comunque riconosciuto che “è stata data qualcosa per le popolazioni locali“. Cosa in particolare? Denaro, abiti, generi alimentari, o medicinali? Maritati non spiega di più, lasciando volutamente nel generico ogni ulteriore richiesta di spiegazioni. Del resto la questione se cedere o meno alle richieste dei rapitori in caso di sequestro di cittadini occidentali, è una di quelle che da sempre dividono l`Italia dall`amministrazione americana. Gli Usa fanno infatti della fermezza nei confronti dei sequestratori un punto centrale della lotta al terrorismo internazionale, tanto da essersi scontrati in passato con la linea del governo italiano, decisamente più disponibile alla trattativa. Che Roma infatti la pensi diversamente infatti non solo è ormai noto, ma trova addirittura un accordi bipartisan in Parlamento. E la linea della trattativa, avviata in passato dal governo Berlusconi, non sembra proprio essere stata abbandonata dall`esecutivo guidato da Prodi. E non è certo un caso se a un certo punto è stato deciso di mandare in campo la stessa squadra di Nicola Calipari, il funzionario del Sismi ucciso a un posto di blocco americano in Iraq mentre stava riportando a casa Giuliana Sgrena. Oltre alla professionalità di chi ha operato, si contava anche sulla estrema capacità di portare a termine trattative difficilissime. Confermando, per la prima volta dopo mesi, una perfetta sintonia d`azione quantomeno tra i vertici del Sismi, primo fra tutti il generale Nicolò Pollari, e il ministro degli Esteri Massimo D`Alema. Sull`eventualità che sia stato pagato o meno un riscatto, ieri l`associazione dei consumatori Codacons ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Roma chiedendo l`apertura di un`indagine.

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