1 Luglio 2006

Il Riesame promuove Woodcock

Rimane in Basilicata la competenza sulla holding del malaffare Emanuele Filiberto: rigidi controlli sull`Ordine Mauriziano “Potenza, inchiesta solida e credibile“

Il Riesame promuove Woodcock



POTENZA – Un`indagine “solida e credibile“, con “gravi indizi“, intercettazioni telefoniche necessarie e un`associazione a delinquere di cui il leader è il principe Vittorio Emanuele. Dopo polemiche, note disciplinari, interpellanze parlamentari, il tribunale del Riesame dà la patente di legittimità all`indagine pm Henry John Woodcock: Potenza continuerà a indagare. Il filone dell`inchiesta sull`associazione per delinquere, che farebbe capo all`erede Savoia, rimane al Tribunale lucano. I giudici hanno accolto la tesi del pm Henry John Woodcock e del gip Alberto Iannuzzi. Sul reato cardine, sul “patto“ da cui tutto è cominciato, continueranno perciò a lavorare Woodcock e la sua squadra di dieci investigatori. “Non ho vinto niente, né avrei perso, questo è il mio lavoro: indagare“, dice il pm a un avvocato che gli chiede come è andata nel corridoio al quarto piano del Palazzo di Giustizia. Eppure quando il magistrato ha letto il dispositivo, seduto alla sua scrivania, ha abbassato gli occhi e per un attimo ha trattenuto il respiro, commosso. Il sostituto procuratore non parla. E tace anche Alberto Iannuzzi, il “padre“ dell`ordinanza “Savoiagate“. Parla invece il numero uno della procura, Giuseppe Galante, colui che una settimana fa ha segnalato al Consiglio superiore della magistratura il suo sostituto perché non gli aveva fatto controfirmare le richieste di arresto. “Sono galvanizzato“ dice Galante, che non lesina complimenti per il giovane pm e si dice sereno per l`ispezione del Ministero che arriverà a Potenza la settimana prossima. Sulle intercettazioni tanto contestate dice: “Senza le intercettazioni telefoniche e la mole di materiale probatorio prodotta dalla procura non credo che quest`inchiesta sarebbe arrivata a questo punto“. Confermata la competenza territoriale per l`associazione a delinquere e i “gravi indizi sulla holding del malaffare“, il Riesame ha, invece, trasferito a Roma le due ipotesi di corruzione ai Monopoli e a Como il filone riguardante la corruzione al Casinò di Campione d`Italia. Concessi gli arresti domiciliari al sindaco di Campione d`Italia, Roberto Salmoiraghi, e all`imprenditore veneto Achille De Luca; scarcerato, poi, il nobile comasco Giuseppe Rizzani. Resta ai domiciliari l`imprenditore veneto Ugo Bonazza. Mentre l`accusa si gode il suo giorno di “gloria“, i vari legali annunciano ricorsi in Cassazione e nuove istanze ai tribunali competenti. Achille De Luca, tramite il suo legale, Sergio Lapenna, racconta la sua verità: “I 20.000 erano il compenso per una consulenza e ai Monopoli ho portato paste di mandorla per 15 euro“. Intanto, mentre il Codacons chiede alla Rai di sospendere i dipendenti indagati a Potenza, il giovane Emanuele Filiberto di Savoia scrive all` ordine dei Cavalieri Mauriziani: “Vi ringrazio per il sostegno in queste difficili giornate in seguito ai fatti accaduti a mio padre, a cui sono vicino. E rimane immutata la mia fiducia sulla sua buona fede“. E nella veste di Gran Cerimoniere il giovane principe promette il controllo delle “rigide regole“ e dei “valori“ che ispirano l`ordine.

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