9 Gennaio 2006

IL RIENTRO DALLO YEMEN

IL RIENTRO DALLO YEMEN. Abbracci e feste per i cinque, ma anche critiche e polemiche “Gli ostaggi rimborsino lo Stato“

Esposto del Codacons alla Corte dei Conti: restituiscano 600mila euro






Milano. Una festa dopo l`altra, tra amici, parenti e famiglie unite, ha atteso oggi Enzo Bottillo e la sua compagna Patrizia Rossi nel primo giorno di ritorno a casa dopo l`avventura nello Yemen. Abbracci, strette di mano, fiori e baci che proseguono ininterrottamente da ieri sera quando sono rientrati nella loro casa di Basiglio. Un clima sereno e gioioso scalfito dalle polemiche sui viaggi a rischio, che riguardano anche la coppia milanese insieme con i padovani Piergiorgio Gamba, Maura Tonetto, Camilla Ramigni e il marito Raffele Polato, visto che il Codacons bolla gli ex ostaggi come “incoscienti, non eroi“. Il Codacons, che ha sostenuto che i cinque rapiti devono restituire allo Stato italiano complessivamente 600mila euro, ha presentato in proposito un esposto alla Corte dei Conti. Critiche sono arrivate anche da Celestino Pedrazzini, senatore della Lega: “A quando la responsabilizzazione dei nostri eroi, turisti per caso, che tornano con le risorse della collettività?“. “Sì, forse la cosa che più mi è spiaciuta è stata quella di essere considerati un po` degli incoscienti“, racconta Patrizia Rossi, 44 anni, “Prima di partire abbiamo preso tutte le informazioni necessarie e, considerando anche le responsabilità che abbiamo verso i nostri figli, non ci saremmo mai avventurati in posti a rischio“. “A noi è capitata una disgrazia, un incidente, che sarebbe potuto accadere ovunque“, aggiunge Bottillo, 51 anni, “Non siamo certo andati in Afghanistan sotto un bombardamento, ma in un paese come lo Yemen che è pieno di turisti, come Malindi, come Zanzibar e quindi in una situazione potenzialmente tranquilla“. Per Bottillo la disavventura non cambia la sua opinione sullo Yemen “un paese meraviglioso, fatto di gente meravigliosa“. “E non si può certo condannare un intero paese per un gruppo di disgraziati che, tra l`altro, hanno dimostrato di essere degli sprovveduti ed incapaci“, ha sottolineato Bottillo, riferendosi ai loro sequestratori, “Anni fa da noi, e penso alla Sardegna, accadevano magari le stesse cose ma questo non vuol dire che tutta l`Italia fosse un paese di sequestratori“. Ora comunque ora per Enzo che per Patrizia è il momento della gioia, di riabbracciare i figli (due ciascuno, da precedenti matrimoni), di riprendere la loro vita. L`auspicio che i rapitori arrestati non siano sottoposti alla pena capitale è stato espresso, dopo la liberazione, da Maura Tonetto. “Siamo contro la pena di morte, speriamo che i rapitori abbiano un processo giusto“, ha affermato una volta tornata a casa, dove, ha rivelato, la prima notte, “per riflesso condizionato“, è stata presa dal panico. Nei diversi rifugi in cui sono stati obbligati a nascondersi, per lei la notte era il momento peggiore: “Non passava mai“. Ma, ha sottolineato, “per i rapitori è un`attenuante il fatto che alla fine non ci abbiano fatto alcun male, che siamo tornati a casa sani e salvi“. Sui particolari del rapimento, nessuno dei tre viaggiatori padovani, oltre a Maura Tonetto, insegnante, come l`amica Camilla Ramigni e il medico Piergiorgio Gamba, ha voluto parlare, per via delle indagini in corso. Hanno invece annunciato che oggi rientreranno al lavoro.

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