Il ricorso spesso diventa un boomerang
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fonte:
- il Tirreno
«Sì, il ricorso si può fare. Ma ogni azione di questo tipo va valutata con attenzione, perché, oltre al rischio di perdere, c?è anche quello di essere costretti a pagare le spese».
Insomma, difesa ok, ma bisogna essere assolutamente sicuri, pena un?ulteriore mazzata, di quello che accade con l?inizio di un?azione legale. Lo consiglia esplicitamente il Codacons, associazione per la difesa dei consumatori, per bocca del suo presidente, l?avvocato Marco Maria Donzelli.
Allora, che strade ci sono per reagire adeguatamente ad una multa che riteniamo ingiusta?
«Non c?è dubbio: il ricorso migliore è al giudice di pace competente per territorio, che è quello in cui è accaduto il fatto. Cioè se la multa è stata presa a Pisa, la pratica va istruita in quella città. Il vantaggio è che, fino a 516 euro, si può fare a meno dell?assistenza di un legale; lo svantaggio è che l?iter va seguito e, se non si abita dove si fa ricorso, bisogna mettere in bilancio anche qualche viaggio».
Esistono altre alternative?
«Nel caso di provvedimenti legati alla circolazione si può anche presentare ricorso al prefetto. Ma attenzione: quest?ultimo decide per legittimità, cioè una multa per divieto di sosta può essere cancellata solo se in quel determinato posto il divieto di sosta non esisteva. Il giudice di pace, invece, decide secondo merito: una formula per dire in definitiva che è di manica più larga e può, appunto, anche entrare nel merito del problema».
Riepilogando: esiste una procedura per difendersi senza troppi rischi?
«Direi che una buona idea è quella di rivolgersi ad un?associazione di consumatori che non deve essere per forza il Codacons: nel nostro caso, per l?assistenza è richiesta solo l?iscrizione. Però ripeto: il problema è che ricorrere non vuol dire automaticamente vincere. Per questo invitiamo sempre a fare le opportune valutazioni».
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