Il ricordo dei propri cari scomparsi sta a cuore ai milanesi
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fonte:
- Il Giorno
MILANO – Il ricordo dei propri cari scomparsi sta a cuore ai milanesi, ma comunque si deve provvedere. La morte è ineluttabile e le aziende che si occupano del settore fioriscono. Le imprese funebri a Milano provincia crescono infatti dell`8% in cinque anni. Complessivamente sono 244 le imprese attive a Milano: 44 operano nel commercio di articoli funerari e 200 nelle pompe funebri e attività connesse contando il 4,8% del totale nazionale e il 37% di quello regionale. In particolare a Milano città si concentra il 39,3% del totale provinciale delle imprese funebri, 96 in totale, con una crescita del 60% dal 2000 quando le attività erano 60, e del 28% dal 2004. In Lombardia le imprese di articoli funerari sono 171, le pompe funebri 492. Tra i comuni della provincia milanese Monza conta una concentrazione del 3,3% con 8 imprese attive e una crescita quinquennale del 60%. Seguono a pari merito con il 2,5% del totale provinciale e con 6 imprese attive Sesto San Giovanni (+200% dal 2000) e Cinisello Balsamo (+20%), Cologno Monzese con 5 imprese e una quota del 2% e +25% in cinque anni, Desio e Rho con l`1,6% del totale provinciale (4 attività). Tra le province d`Italia Milano è prima con una quota di incisione sul totale Italia pari al 4,8% del totale nazionale seguita da Roma con il 4,4%, Torino con il 4,2%, Napoli con il 3,6%, Cosenza con il 2,5%. Emerge da un`elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro imprese a giugno 2005. Morire costa, è un comunque pensiero per chi resta. Il Codacons ha fatto qualche conto. Nel giro di quattro anni le tariffe dei funerali sono cresciute del 15-20%. Si possono spenedere dai 3.500 ai 20 mila euro. I prezzi cambiano da città a città. Si arriva al massimo quando si opta per musica e pure figuranti, ma questi sono fuori dalla tradizione lombarda. Una bara costa attorno ai 900 euro, volendo si può spendere molto di più. Anche in questo campo conta la moda. Ultimamente sono molte le persone che lasciano scritto di volere il modello, sobrio va detto, usato per Giovanni Poalo II. L`industria delle casse da morto in Italia è fiorentissima e siamo secondi solo agli americani. Le corone vanno dai 250 euro in su, il necrologio sul giornale può costare 500 euro. Al sacerdote si dà un`offerta libera ed è quella che incide meno. Un tempo i vecchi di casa accantonavano i soldi per il loro funerale, anche l`ultimo viaggio doveva essere dignitoso, magari chiedevano la banda e invece dei fiori optavano per le “opere di bene“ e poi non volevano pesare sui figli o i nipoti. Altra mentalità. Il corteo usciva dalla chiesa e a piedi raggiungeva il cimitero. Oggi i cortei non si possono fare più, i cimiteri sono lontani e tutto è molto più veloce. Per il morto cambia niente e per gli altri non c`è più l`illusione di avere vicino le persone care proprio fino in fondo.
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