Il ricatto dei fiori alla Festa dei Morti: «Cinque crisantemi costano 18 euro»
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fonte:
- Il Messaggero
LA SPECULAZIONE «Vedrà quanto le durano, fiori tanto belli mica si trovano facilmente». Ferma e sicura, la voce della fioraia che, dal banco 39 all’ ingresso nord del cimitero Flaminio, porge un piccolo cartoccio all’ ultimo cliente di turno. Dentro quei fogli bianchi ci sono appena due crisantemi e Giovanni M. 53 anni, impiegato, li ha pagati sei euro per portarli sulla tomba della moglie, scomparsa appena due anni fa. Non batte ciglio, borbotterà solo dopo essersi allontanato dal banco. «Che vuole farci, – dice – ci lucrano, ma in questi giorni, per me molto tristi, non ho voglia di far polemiche». Ecco allora, che nella giornata della commemorazione dei defunti, mentre i cimiteri della Capitale si riempiono di persone, gli unici che a fine giornata sorrideranno, saranno loro, i fiorai. Schizzano alle stelle, con aumenti compresi tra il 30 e il 50%, i prezzi di crisantemi, ciclamini, rose e margherite. Rincarati anche i costi dei classici ceri e lumini: da 50 centesimi si arriva a 1,50 euro per un piccolo candelotto bianco. Nella lunga schiera dei chioschi che accompagna l’ ingresso principale del cimitero di Prima Porta, i venditori cercano di accaparrarsi più clienti possibili. E lo fanno con il sorriso: «Buongiorno, signora guardi che bei fiori, che le do?». TRA I BANCHI I crisantemi, i fiori che in questi giorni si vendono di più, registrano gli aumenti maggiori. La specie a forma di pompon arriva a costare, a fiore, tra i 2.50 e i 3 euro rispetto al prezzo abituale: 1.50 euro. Stesso discorso per i crisantemi spider, quelli con i petali larghi, che da un euro arrivano a costare tra 1.50 e 2 euro a fiore. Per acquistare un piccolo mazzetto, dunque, da appena cinque fiori, i clienti sono costretti a pagare fino a 18 euro. Non va meglio per rose, lilium orientali e ciclamini: 3 euro a fiore per le prime, 4 euro per i secondi. Per i ciclamini, gli aumenti sono vertiginosi, una piantina costa 12 euro. Il rincaro? Quasi del 50% giacché in un vivaio su via Flaminia, a pochi chilometri dal cimitero, la stessa pianta con le medesime dimensioni costa 6.50 euro. Al cimitero monumentale del Verano gli aumenti sono più contenuti. I crisantemi costano sempre caro, ma non arrivano ai prezzi del Flaminio. Un mazzo da cinque fiori può essere acquistato a 6 euro. I RINCARI «Purtroppo – spiega Salvatore Petracca, a capo dell’ Ascoofiori della Confcommercio – i rincari quest’ anno sono dovuti anche all’ aumento dei prezzi base e alla scarsità dei fiori stessi. Certamente gli aumenti per i ciclamini sono del tutto anomali». Pare che gli incassi dei fiorai, tuttavia, nei due cimiteri romani – Flaminio e Verano – siano in linea con quelli dello scorso anno. Diverso invece il resoconto elaborato dalla Confesercenti che, proprio in questi due cimiteri, ha conteggiato una riduzione sulle vendite del 15%. Tuttavia, al netto di quali siano realmente le cifre sugli incassi, i cittadini ieri si sentivano presi in giro. «La scorsa domenica ho acquistato sempre crisantemi – racconta Beatrice Rulli di fronte al Flaminio – li ho pagati però la metà, è una vergogna pensare di fare affari in questo modo». Il Codacons non usa mezzi termini e parla di «speculazione». «E pensare – spiega Carlo Rienzi, a capo dell’ associazione dei consumatori – che esiste perfino una legge, la 231 del 2005, voluta per contrastare il cosiddetto prezzo anomalo sull’ ortofrutta, ma anche sui fiori. Il problema però è la sua inapplicabilità: nessuno ha mai individuato la soglia di normalità sui prezzi e in questo modo, pur volendo, la Guardia di finanza non può emettere nessuna sanzione». Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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