10 Novembre 2017

IL REPORTAGE

dal nostro inviato Il treno Destinazione Italia di Matteo Renzi, un Freccia Bianca di cinque vagoni decorati più due motrici affittato dal Pd per 300mila euro e che al momento con le donazioni via sms è coperto per 25mila, funziona cosi: il segretario nazionale del Partito Democratico durante le percorrenze sta per conto suo, tutti gli altri – parlamentari, volontari, politici, amministratori, giornalisti – stanno in scompartimenti separati. Il treno serve per raggiungere le varie destinazioni considerato che, come già fece Francesco Rutelli nel 2001, peraltro con scarse fortune, l’ ex premier intende girare l’ Italia intera, tutte le 107 province. Mica per parlare. Dice: «Per ascoltare». La tappa veneta di Destinazione Italia ha seguito questo schema. Da Treviso a Mestre, da Mestre a Padova, da Padova a Rovigo, mai una volta che l’ ex premier sia stato contattabile, con il paradosso rodigino per cui, una volta giunti in pullman a Melara – perché quando si arriva in stazione Renzi sale su una berlina scortata e tutti gli altri in bus granturismo, due mezzi dalle differentissime velocità di transito – era troppo tardi per andare a sentire cosa i responsabili del Distretto della Giostra dicevano al segretario del Pd per il semplice motivo che l’ incontro era già finito. Così chi è arrivato in pullman – compresi autorevoli rappresentanti come il sottosegretario alle Finanze Pier Paolo Baretta, il segretario veneto del partito Alessandro Bisato, il deputato rodigino Diego Crivellari – in pullman è rimasto: due ore, tra andata e ritorno Rovigo-Melara-Rovigo, di gita in mezzo alla campagna. GLI IMPEGNI Posto che ad ogni tappa di Destinazione Italia in prima fila ci sono i renziani (Alessandra Moretti presentissima sin dalla sera prima a Belluno e poi Roger De Menech, Sara Moretto, l’ ex pentastellata Gessica Rostellato, Diego Crivellari, Andrea Ferrazzi, ma anche Laura Puppato e Lucio Tiozzo), il tour veneto è stato aperto, di ritorno dalla visita all’ azienda Texa a Monastier dove c’ era la deputata Simonetta Rubinato, dall’ incontro a porte chiuse in treno con i rappresentanti dei truffati delle banche. E qui va detto che la proposta di Franco Conte (Codacons), Fulvio Cavallari (Asdubef) e Lando Ardizzan (Anla) di un fondo per le vittime è stata accolta: «Noi abbiamo fatto la riforma delle popolari, che ha salvato il sistema, e il sostegno ai correntisti per evitare che il fallimento delle banche li travolgesse. Adesso puntiamo a creare un fondo per il risparmio tradito, come chiesto dai consumatori», ha detto Renzi. Di più: «La Commissione d’ Inchiesta sulle Banche, voluta dal Pd, sta lavorando bene per capire chi ha sbagliato. E chi ha sbagliato deve pagare: non è populismo, è giustizia». A Marghera, alla Cittadella dell’ Edilizia, di fronte al presidente dell’ Ance Ugo Cavallin, al sindacalista Alberto Franco e al presidente di Confindustria Venezia Vincenzo Marinese, Renzi ha detto che «è un dovere imperativo puntare sull’ edilizia». Tra l’ altro al segretario del Pd non dispiacerebbe «buttare giù le case e ricostruirle», ma, ha ammesso, «dovremo cambiare testa alle Sovrintendenze». Poi ha aggiunto: «L’ Italia è ripartita, il Pil del 2017 sarà molto più vicino al 2% che all’ 1% e il rischio drammatico è che ci si fermi proprio adesso perdendo una occasione di sviluppo straordinaria, perché l’ Italia è ripartita senza l’ edilizia». E le tasse da abbassare? «Sulla legge di bilancio il presidente del Consiglio sta facendo il massimo, ci saranno solo piccole correzioni, ma la prossima legislatura andremo in Europa a chiedere il back to Maastricht per abbassare le tasse». A Padova, infine, durante la visita all’ Interporto, ha fatto un regalone al sindaco Sergio Giordani: «Sostegno totale da parte mia e del Pd per finanziare la linea 2 e la linea 3 del tram, chi ha buttato via 70 milioni ha fatto male ai padovani», ha detto riferendosi all’ ex primo cittadino leghista Massimo Bitonci che aveva rinunciato ai fondi. BACI E BUUU Come è successo in altre tappe italiane, l’ arrivo nelle stazioni di Renzi attira sostenitori e detrattori. Dopo le proteste a Conegliano mercoledì sera, ieri a Padova si sono mobilitati gli attivisti di Fratelli d’ Italia: peccato che Renzi manco l’ abbiano visto, uscito dalla stazione da una porta laterale. A Rovigo i buuu di Forza Nuova, tenuta a debita distanza dalla polizia, ma anche i baci – reali – delle sostenitrici polesane. E il segretario dem, arrivato in Veneto per ascoltare, evitando semmai le contestazioni, non si è tirato indietro: baci e selfie sempre. La settimana prossima probabile il ritorno: tappe a Vicenza e Verona. Alda Vanzan © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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