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9 Febbraio 2019

Il Reddito di cittadinanza così com’ è ha un (altro) grosso problema

 

Di Maio aveva rivendicato come il decreto sul reddito di cittadinanza sia stato scritto e approvato in meno di 7 mesi… peccato che ogni giorno che passa dalla pubblicazione del “decretone” che ha battezzato il nuovo sussudio, si scoprano nuovi problemi nell’ attuazione del Reddito di cittadinanza. Dopo i problemi evidenziati nei giorni scorsi l’ ultima (sonora) bocciatura arriva dal Garante Privacy che contesta il modus operandi dello stato in pieno stile orweliano. In una memoria depositata in Commissione in Senato – dove il decreto è in attesa di approvazione – l’ autorità che vigila sul rispetto della riservatezza punta l’ indice contro il rischio di una “sorveglianza su larga scala” messa in atto da chi dovrà controllare sul corretto utilizzo dei fondi del sussidio. “Le legittime esigenze di verifica di eventuali abusi e comportamenti fraudolenti, si traducono in una sorveglianza su larga scala , continua e capillare sugli utilizzatori della carta, determinando così un’ intrusione sproporzionata e ingiustificata su ogni aspetto della vita privata degli interessati”. Questo è quanto si legge nel documento presentato dal Garante privacy a proposito del monitoraggio delle spese effettuate dai beneficiari del reddito. Il Garante parla di “rilevanti criticità nella disciplina del ‘monitoraggio’ sull’ utilizzo della card”. “Suscita perplessità la disposizione che attribuisce agli operatori dei centri per l’ impiego e dei servizi comunali la funzione di monitoraggio dei consumi e dei comportamenti dei beneficiari, nonché di valutazione di eventuali anomalie dalle quali si possa dedurre l’ insussistenza dei requisiti dichiarati”. Secondo il Garante le attività di monitoraggio “centralizzato e sistematico degli acquisti effettuati tramite la carta” sono suscettibili di comportare l’ acquisizione anche di dati particolarmente sensibili. Il Garante punta il dito anche contro l’ assenza di procedure ben definite e di criteri che dovranno essere “normati” per evitare abusi in merito ai controlli sulle scelte di consumo individuali che vengono condotti dagli operatori dei centri per l’ impiego e dei servizi comunali. Per il Governo è evidente che da queste poche righe assurge la necessità di dover riscrivere parte della normativa come già successo poche settimane fa con la fattura elettronica . Reddito di cittadinanza, che caos Come avevamo già visto sono notevoli i problemi che sottendono al ” decretone ” vittima di un fuoco di fila da parte dei tecnici tra cui il presidente dell’ Ufficio parlamentare di bilancio, dei consulenti del lavoro, e del presidente dell’ Inps che in primis, aveva avanzato dubbi anche sull’ importo del reddito di cittadinanza considerato troppo elevato e tale da scoraggiare chi è alla ricerca di lavoro. Problemi nell’ applicazione del reddito di cittadinanza sono stati avanzati anche dai Comuni italiani. L’ Anci infatti protesta per “i controlli eccessivamente onerosi e non sufficientemente disciplinati”. Inoltre per Cristina Grieco – coordinatore degli assessori al Lavoro – si rischia il caos operativo. Tra i punti evidenziati dagli enti regionali in particolare il ruolo del “navigator”. Reddito di cittadinanza, presentata la Card (FOTO ANSA) In un dossier elaborato dal Centro Studi Itinerari previdenziali si evidenzia inoltre il rischio di illegittimità per il modo in cui il decreto riduce l’ incidenza dei migranti sulla platea introducendo il vincolo della residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. “Qualora la magistratura sulla base di sentenze già consolidate della Corte Costituzionale provvedesse ad estendere i benefici a tutti gli immigrati regolarmente residenti, le risorse disponibili stimate in sede di decretazione potrebbero rivelarsi insufficienti”. Sempre in merito alla platea dei beneficiari avevamo già sottolineato come anche i senzatetto rischierebbero di essere esclusi dal sussidio , mentre altri problemi deriverebbero dalla scelta di affidarsi alle dichiarazioni Isee . Insomma, problemi di numeri, soldi ma anche di legittimità . Ora, in merito alle criticità riscontrate dal Garante privacy il Codacons è pronto a chiedere in Tribunale il blocco dell’ intera procedura di erogazione del reddito di cittadinanza. Come afferma il presidente dell’ associazione dei consumatori Carlo Rienzi “la protezione dei dati sensibili degli utenti è interesse prioritario rispetto al provvedimento economico del Governo, e pertanto in caso di violazione delle norme sulla privacy sarà inevitabile la sospensione dell’ intera procedura”.

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