18 Dicembre 2009

Il randagismo minaccia la sicurezza pubblica

 
Il randagismo minaccia la sicurezza e l’ordine pubblico a Catania. Un po’ meno la salute dei cittadini. E’ il quadro disegnato ieri da Francesco Puglisi, direttore dell’Unità operativa complessa di igiene urbana e lotta al randagismo dell’Asp Catania, nel corso del convegno organizzato dal Dipartimento di Biologia animale "Marcello La Greca" e dal corso di Gestione della fauna del corso di laurea in Scienze ambientali tenuto nel salone del Museo di Zoologia. "Ad oggi non ci troviamo di fronte ad epidemie causate da cani randagi, ma a numerosi casi di attacchi compiuti da branchi nei confronti dell’uomo, purtroppo in alcuni casi anche di bambini – ha detto Puglisi -, attacchi che si sono verificati nel centro storico di Catania come all’interno di villa Bellini, al porto o in corso Sicilia". Ma Puglisi, nel corso del convegno, ha sostenuto con forza che "ad oggi non esistono dati ufficiali sui cani randagi a Catania e nei comuni della provincia" e che "i dati forniti dai Comuni sono solo semiufficiali in quanto non è stato effettuato un censimento, ma si è tenuto conto dei numeri riportati dai volontari che hanno ricevuto qualche incarico". Dunque una realtà ancora oggi sconosciuta, ma che necessita di interventi in tempi brevi per limitare gli attacchi all’uomo e, in un prossimo futuro, anche eventuali epidemie. Un plauso da parte di Puglisi al progetto avanzato dalla Provincia nella lotta al randagismo con la convenzione che dovrebbe inglobare tutti i 58 comuni che a fronte di un finanziamento triennale dovrebbero allestire e gestire canili nei propri territori.  Nel corso dei lavori sono intervenuti anche i docenti Alfredo Petralia, Concetto Amore e Angelo Messina, Fabio Viglianisi e i veterinari dell’Asp Antonio Guglielmino, Luigi Calabrese e Salvo Rubbino oltre a Gabriella Barchitta del Codacons.

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