23 Settembre 2020

Il rallentamento dell’ economia iniziato pre -virus

 

MILANO – Il rallentamento dell’ economia italiana non dipende solo dalla pandemia. Anche se il Covid ha causato uno shock senza precedenti che porterà il Belpaese in recessione, la crescita frena già da tempo. È l’ Istat a certificare questa tendenza nei “Conti economici nazionali” relativi allo scorso anno. Per il 2019 l’ istituto di statistica conferma quanto già stimato a marzo, ovvero una crescita del Pil nazionale dello 0,3%. Si tratta dell’ aumento più basso dal 2014, quando si era registrato un Pil stazionario. “La stima aggiornata dei conti economici nazionali conferma il significativo rallentamento della crescita dell’ economia nel 2019”, segnala l’ istituto di statistica. Così il Pil italiano risulta pari a 1.789.747 milioni di euro. “Netto miglioramento”, invece, del rapporto deficit/Pil. L’ Istat rileva per lo scorso anno un indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil pari a -1,6%, invariato rispetto alle stime di aprile. Nel 2018 era invece pari a -2,2%. Lo scorso anno le entrate totali delle amministrazioni pubbliche sono aumentate del 2,9% rispetto all’ anno precedente, con un’ incidenza sul Pil pari al 47%. La pressione fiscale è risultata così pari al 42,4%, in crescita rispetto dal 41,7% dell’ anno precedente. Aumenta anche il reddito disponibile delle famiglie, ma i consumatori non sono soddisfatti. Lo scorso il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato una crescita dell’ 1% in valore e dello 0,5% in termini di potere d’ acquisto. Dal momento che il valore dei consumi privati è aumentato dell’ 1%, la propensione al risparmio delle famiglie è rimasta stabile all’ 8,1%. Per l’ Unione Nazionale Consumatori i dati sono “scorag gianti” e confermano “l’ an damento pre -crisi da zero virgola.” Secondo il presidente Massimiliano Dona il Il Commissario Ue Paolo Gentiloni; a sin il ministro dell’ Economia Roberto Gualtieri Paese è “fermo.” In particolare per Dona “è chiaro che fino a che i consumi sono al palo non si va da nessuna parte, dato che rappresentano il 60% del Pil, stando ai dati di oggi il 60,17%” e per questo “è prioritario ridare capacità di spesa ai ceto medio e medio bassi, altrimenti non ci potrà mai essere una crescita significativa.” Il Codacons sottolinea dati “disastrosi soprattutto sul fronte dei consumi nazionali e della spesa delle famiglie. Numeri che, purtroppo, sono destinati ad aggravarsi nel 2020.” I numeri individuati dall’ Istat sul Pil sono “già ampiamente superati, poiché l’ emer genza Covid avrà nel 2020 un effetto devastante sui conti pubblici.” Recovery Fund – La legge di Stabilità italiana per il 2021 dovrà tenere conto il più possibile del piano di riforme e investimenti previsto nel Recovery Fund. Inoltre, la qualità delle misure introdotte dovrà essere all’ altezza del giudizio dell’ Ue e garantire un sostegno alla ripresa. Un impegno che andrà portato avanti per tutto il prossimo anno, vista l’ incertezza sugli sviluppi della pandemia e le sue conseguenze socio-economiche. Questi i suggerimenti del vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e il Commissario Ue Paolo Gentiloni in una lettera indirizza al ministro dell’ Economia italiano Roberto Gualtieri in vista della prossima legge di bilancio. Bruxelles però rassicura, proprio a causa del persistere di una forte incertezza, lo stop al Patto di Stabilità sarà garantito anche nel 2021. La legge di bilancio del Belpaese dovrà “tenere conto il più possibile” dell’ attuazio ne “delle riforme e degli investimenti previsti nel” Reco very Fund della Commissione europea, scrivono i commissari Ue. La Commissione europea monitorerà con “particolare attenzione la qualità delle misure di bilancio prese e pianificate per attutire l’ impatto della crisi, sostenere la ripresa e rafforzare la resilienza, tenendo conto la sostenibilità di Bilancio”, aggiungono. “Que sta valutazione – sottolineano Dombrovskis e Gentiloni coprirà anche il possibile impatto delle garanzie fornite dal Governo.” Le politiche fi scali degli Stati membri dell’ Unione europea “do vranno continuare a suppor tare la ripresa per tutto il 2021” e “alla luce di questa necessità” e dell’ incertezza riguardante gli sviluppi della pandemia e le sue conseguenze socio-economiche” la “clausola di salvaguardia” del Patto di stabilità – attivata lo scorso marzo- “rimarrà attiva nel 2021”, ribadiscono i commissari. “Quando le condizioni economiche lo permetteranno sarà tempo di perseguire politiche fiscali indirizzate all’ ottenimento di posizioni di bilancio prudenti nel medio termine.”

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