Il Punto di primo intervento chiuso di notte ed è «rivolta»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
• S A N T E R A M O. La decisione della Asl di ridurre il servizio del Punto di primo intervento, lasciandolo attivo solo 12 ore al giorno anziché h24, ha scatenato l’ indignazione di cittadini, associazioni e dei rappresentanti della politica santermana. La nuova «mazzata» per l’ ex ospedale Monte Jacoviello, partita da ieri, lunedì 7 dicembre, e comunicata alla città da voci di corridoio che poi hanno trovato conferma sulla pagina Facebook del sindaco Michele D’ Am brosio, ha scatenato reazioni a catena e tanta delusione. «Veramente non c’ è l’ aspettavamo. Ci negano ancora una volta il diritto alla salute commentano alcuni cittadini -. Ma perché quando si prendono queste decisioni non vengono interpellati i medici e gli infermieri che giorno e notte lavorano sul territorio?», si domandano. Scrivono in una nota i rappresentanti del locale Codacons: «Per troppo tempo il presidio ospedaliero santermano, smantellato dei suoi 20 posti letto nel 2011, è stato considerato una colonia da “de predare” in tempi di necessità, svuotandola via via di tutte le funzioni e del personale. Di qui la richiesta del mantenimento del servizio h24 del Punto di primo intervento alla Asl ma anche al Prefetto di Bari». Il presidente dell’ associazione «Amici per il cuore», Angelatonio Digregorio, in una lettera indirizzata al sindaco D’ Ambrosio, al direttore generale della Asl Vito Montanaro e al presidente della Regione Michele Emiliano, scrive: «Ancora una volta l’ assistenza sanitaria a Santeramo viene penalizzata. Il servizio di Ppit, Punto di primo intervento territoriale, presso l’ ospedale di Santeramo, attualmente funzionante per 24 ore su 24, viene ridotto a 12 ore. L’ accordo tra Comune, Asl e assessore regionale alla Salute, prevedeva, oltre al potenziamento, da sempre dichiarato e poco attuato, dei servizi ambulatoriali, contestualmente alla dismissione dell’ ospedale, che il servizio di Ppit funzionasse 24h. Poiché la riduzione a 12 ore è l’ anticamera della chiusura definitiva – sottolineano dagli “Ami ci per il cuore” -, si chiede agli organi in indirizzo, per quanto di competenza, di non mettere in essere atti che vadano a impoverire i servizi assistenziali, oggi già carenti, nel comune di Santeramo, che ricordiamo conta una popolazione di circa 27mila persone». L’ associazione «InnoViamo», invece, ha lanciato una raccolta firme partita alle ore 18 dell’ altro ieri, domenica 6 dicembre, per evitare che il Ppit venga chiuso nelle ore notturne: «Affinché la Asl cambi idea in merito alla chiusura notturna del nostro Ppit, abbiamo raccolto, in sole due ore, circa 500 firme, e continueremo a raccogliere la protesta dei cittadini perché perdiamo pezzi ma non perderemo la dignità». «InnoViamo» ha un consigliere comunale di riferimento, Paolo Silletti. I referenti della onlus prefigurano il quadro che ne deriverà: «La sera, dopo le 20, chiunque avrà bisogno di un intervento sanitario urgente dovrà chiamare il 118 e sperare che l’ ambulanza ci sia, perchè ne abbiamo solo una su quasi 30mila abitanti, oppure dovrà recarsi presso u n’ altra struttura ospedaliera, fuori città». Infine, il «Gruppo Giovani Conservatori e Riformisti» di Santeramo ieri sera alle 19 ha presidiato la prima chiusura del Ppit.
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