Il punto
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fonte:
- Italia Oggi
Il Problema Per Il Mercato Non Sono Certo Le Lobby Eravamo santi, navigatori ed eroi: siamo oggi diventati un popolo di lobbisti? Dai taxi al pallone, si parla di lobby. Se ne parla molto ed a sproposito. Pensiamo al progetto Bersani sulla competitività, provvedimento definito all`unisono da Corriere della Sera e Manifesto `Colpo alle lobby`. Accolto però con soddisfazione da altre lobby. `Se le lobbies attaccheranno`, ha dichiarato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, `i consumatori dimostreranno loro di essere una lobby ancora più potente`. Al coro si è aggiunto il presidente dell`Antitrust quando ha avvertito che `gli enti regolatori devono resistere alle pressioni delle lobby, altrimenti potrebbe diffondersi la sensazione dell`inutilità di ogni sforzo`. In questo caso, si dice lobby ma si parla di associazioni settoriali, come se le compassate rappresentanze professionali di notai, avvocati e farmacisti fossero mai capaci di trasformarsi in sofisticati gruppi di pressione. Anche i tassisti che alzano la voce contro la stampa e bloccano il traffico divengono evoluti lobbisti É di sé stessi. Sorte non diversa era toccata allo scandalo del calcio, passato alla storia come calciopoli. Qui il termine lobby è stato ripetutamente usato per definire il comportamento di Antonio Giraudo e Luciano Moggi. Una rapida verifica in internet su un qualunque motore di ricerca, relativo alle notizie di agenzia in lingua italiana dell`ultimo mese nelle quali appare il termine lobby consente di completare il quadro: un anno fa offriva al più una ventina di risultati, oggi siamo ad oltre 650. A cosa è dovuto questo boom di lobbismo? E poi, si tratta di lobby vere, o di qualcosa che vi assomiglia soltanto? `I lobbisti`, disse una volta J. F. Kennedy, `sono quelle persone che per farmi comprendere un problema impiegano dieci minuti mentre i miei collaboratori impiegano tre giorni`. Se andiamo a vedere quante lobby sono ufficialmente accreditate presso le assemblee elettive italiane ci accorgeremo che sono poche decine, a fronte delle 70 mila regolarmente iscritte presso il Parlamento europeo. E solo una regione italiana, la Toscana, ha provveduto a dotarsi di una legge relativa ai gruppi di interesse economico. è interessante chiedersi se questo insistente e quasi ossessivo ricorso al termine lobby, utilizzato con facilità per indicare attività del tutto diverse, in qualche caso illegali o corruttive, sia casuale. C`è senz`altro l`esigenza di modernizzare molti settori chiusi da ostacoli corporativi, che nella Prima repubblica non hanno mai avuto neppure la necessità di organizzarsi come gruppo di pressione o come moderna lobby, in quanto già inquadrati in ordini tradizionali ed ampiamente rappresentati dal sistema politico. C`è soprattutto la pigrizia di un sistema di informazione attratto dal termine anglofobo di lobby, duttile e sufficientemente vago per spiegare attività in vario grado socialmente riprovevoli. Ma in tal modo da un lato si attenuano responsabilità penali, dall`altro si sopravvalutano proteste corporative o di gruppi di pressione deboli. I problemi sembrano altri. Per esempio, di una giustizia ordinaria che trova serie difficoltà a provare la costituzione di un`associazione a delinquere, e sceglie la scorciatoia di intercettazioni ad effetto. Oppure di un governo sempre sul punto di diventare ostaggio delle troppo numerose componenti della sua maggioranza. E nonostante il richiamo insistente alla concertazione, tema di trovarsi nell`impossibilità di stabilire una passabile mediazione degli interessi economici del paese. A questo punto anche il buon Prodi, come JFK, potrebbe aver bisogno del consiglio di qualche buon lobbista.
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