30 Aprile 2018

= IL PUNTO = 1 maggio, torna la polemica su apertura dei negozi (2)

(AGI) – Roma, 30 apr. – Per riportare una situazione di equilibrio concorrenziale nella distribuzione commerciale, Confesercenti ha presentato nel 2013 una proposta di legge di iniziativa popolare per un regime di aperture in base alle necessita’ reali dei territori, riportando la decisione ai sindaci in accordo con le associazioni. “E’ chiaro che li’ dove c’e’ bisogno, come nelle mete turistiche, e’ necessario che le attivita’ commerciali siano aperte – conclude Confesercenti – ma dove non c’e’ bisogno, la deregulation si e’ trasformata in un obbligo competitivo che ha favorito i grandi e schiacciato lavoratori e piccoli imprenditori. La nostra e’ una proposta equilibrata – sottolinea Confesercenti – che ha gia’ raccolto il favore di alcune forze politiche. Il testo e’ alla Camera e adesso, con il nuovo Parlamento, e’ tornato in cima alla lista delle leggi che aspettano il prossimo esecutivo: deve solo essere trasformato in legge”. Ed effettivamente la questione ha assunto ormai connotazione politica. Come ricordato la liberalizzazione fu introdotta dal governo Monti che ha reso possibile l’apertura di negozi, supermercati e centri commerciali 24 ore su 24, 7 giorni su 7. In Parlamento alla fine della scorsa legislatura era stata approvata una legge che ripristinava le chiusure in 12 festivita’, con 6 possibili deroghe. E a un paio di settimane da Natale, Luigi Di Maio in un post sul blog di Grillo aveva scritto: “Tutte le famiglie hanno il diritto al riposo, anche quelle che posseggono o gestiscono esercizi commerciali”. Ma alla fine non se ne fece nulla. La legge mori’ in Senato. A Pasqua i sindacati hanno scioperato contro le liberalizzazioni. Queste “non hanno portato nessun aumento dell’occupazione e nessun aumento dei consumi, come dimostrano i tanti negozi dei centri storici chiusi e le procedure di licenziamento fatte dalle aziende della grande distribuzione, anche quelle che hanno scelto il sempre aperto h24”. “Crediamo che la totale liberalizzazione introdotta dal governo Monti abbia mostrato tutti i suoi limiti”, ha tuonato la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, e per questo e’ necessario “passare a un’altra stagione che regoli gli orari e la possibilita’ delle lavoratrici e lavoratori della grande distribuzione di non avere quel carico addosso”.
Di tutt’altra opinione i consumatori. “Giu’ le mani dall’apertura libera dei negozi – sottolinea Massimiliano Dona, presidente di Unc, Unione nazionale consumatori – e no alle speculazioni e ai tentativi di modificare una norma che sancisce la sacrosanta liberta’ di impresa di poter aprire senza vincoli anacronistici e restrizioni tipici di un’economia dirigistica che non funziona piu’ in nessun paese al mondo”. Ironizza Carlo Rienzi, presidente Codacons: “Fa sorridere che chi oggi protesta contro la possibilita’ degli esercizi commerciali di rimanere aperti anche nei giorni festivi, siano gli stessi soggetti che piangono la crisi del commercio e la forte disoccupazione in Italia”. (AGI) Gin

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox