18 Febbraio 2020

Il progetto per la pista ciclopedonale c’ è Per l’ area Blaschim se ne riparla nel 2021

LESMO (bef) Una prima risposta ai quesiti del Codacons è già in cantiere. A confermarlo è stato l’ assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Adamino, che per rispondere alla segnalazione dell’ associazione dei consumatori ha specificato come nel prossimo piano degli investimenti, che verrà approvato insieme al Bilancio in occasione del prossimo Consiglio comunale, sia presente un capitolo dedicato alla realizzazione della pista ciclopedonale che collegherà Peregallo alla stazione di Bias sono in totale sicurezza. «Abbiamo garantito l’ impegno a realizzare un percorso dedicato alla mobilità sostenibile che attraverserà tutta la frazione per giungere fino alla stazione – ha sottolineato l’ assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Adami no – Nelle nostre intenzioni la pista partirà da via Caglio, costeggerà provinciale lungo il residence “Boschetto”, attraverserà il parcheggio di via Cavour passando davanti alla siepe della scuola materna, arriverà fino al semaforo pedonale di Gerno, affiancando la rotonda della Yamaha fino via Parco. Sul Lambro verrà realizzata anche una passerella fino al confine con Biassono, dopodiché prenderemo accordi con l’ Amministrazione locale per realizzare anche l’ ultimo tratto del percorso che si trova già in territorio biassonese». Se sul discorso ciclopedonale la strada sembra essere già tracciata, sul futuro dell’ area ex Blaschim ci sono molte meno certezze. L’ unica, per il momento, è che il piano di recupero è ancora in corso. La bonifica della falda acquifera è stata ormai completata, mentre per quella del terreno saranno necessari delle ulteriori operazioni, in quanto le analisi effettuate dalle autorità competenti hanno rilevato valori ancora non ottimali. Da qui la richiesta da parte della proprietà per ottenere una proroga, con la scadenza dei lavori che a questo punto è fissata per il mese di giugno. L’ intero piano di recupero dovrà comunque essere completato entro e non oltre marzo 2021. Dopodiché la stessa proprietà sarà chiamata a prendere una decisione sull’ area e deciderne le sorti. Nel corso delle Amministrazioni Desiderati l’ intera zona era stata adibita a uso residenziale, ma oggigiorno, considerando le logiche del mercato corrente, pensare che possano essere edificati oltre 50mila metri quadri di abitazioni è pura utopia. Più probabile che il privato possa richiedere di cambiare la destinazione d’ uso dell’ area e trasformarla in commerciale. Come detto, comunque, al momento è difficile poter fare delle ipotesi, visto che la situazione sarà più chiara non prima del prossimo anno.

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