17 Febbraio 2005

Il processo Parmalat non si muove da Milano

Il processo Parmalat in corso a Milano non verrà trasferito a Brescia. Lo ha deciso ieri il Gup Cesare Tacconi, respingendo la questione di competenza territoriale sollevata dall?avvocato Massimo Dinoia, difensore di Giampaolo Zini, l?ex consulente finanziario delle società di Calisto Tanzi. La questione di competenza territoriale era stata sollevata durante la scorsa udienza dal difensore dell?ex consulente finanziario delle società di Calisto Tanzi, che è imputato di aggiotaggio e di ostacolo all?attività di vigilanza della Consob. L?avv. Dinoia aveva chiesto di spostare il procedimento a Brescia perchè tra le parti civili ammesse figurava un giudice di pace in servizio a Milano, e quindi in base al Codice di Procedura Penale, sosteneva il legale, era necessario il trasferimento del processo. Il codice di procedura prevede che infatti che i processi che vedano imputati o parti offese dei giudici debbano celebrarsi in una sede diversa da quella dove lavorano i magistrati (e anche i giudici onorari) coinvolti. Il giudice Tacconi, leggendo l?ordinanza in aula, ha osservato che il giudice di pace in questione, Lucia Massarotto, «ha abdicato al proprio diritto del risarcimento del danno sia in sede civile che in sede penale», pertanto esce definitivamente dal processo penale e quindi viene a cadere la questione. Il giudice di pace Massarotto, infatti, già nella scorsa udienza aveva revocato la costituzione di parte civile e rinunciato a chiedere qualsiasi risarcimento. Ma non è detta l?ultima parola, perchè l?avvocato Massimo Dinoia, subito dopo la decisione del Gup, ha commentato: «Se dovesse esserci il rinvio a giudizio riproporrò la questione. Mi dispiace solo che il processo vada avanti con un fondatissimo motivo di nullità». La decisione del Gup Cesare Tacconi è stata al contrario accolta con grande soddisfazione dalle associazioni di consumatori e di piccoli investitori come Adusbef e Codacons. «Plaudiamo alla decisione – ha affermato il presidente dell?Adusbef Elio Lannutti – di non rinviare alle calende greche, con il trasferimento a Brescia, il processo del secolo». «Interesse primario dovrebbe essere quello di far celebrare i processi nel più breve tempo possibile, non quello di far allungare i già lunghi tempi della giustizia – aggiunge Lannutti – che equivale a negare la giustizia a centinaia di migliaia di risparmiatori truffati». Identico il commento del Codacons: «Si tratta di una buona notizia – ha affermato il presidente Codacons Carlo Rienzi – perchè non provocherà rallentamenti ed eviterà a migliaia di risparmiatori di rifare la fila dinanzi al giudice per far valere i propri diritti e ottenere il riconoscimento di parte civile».

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