14 Novembre 2013

Il processo non sarà ripreso dalle televisioni

Il processo non sarà ripreso dalle televisioni

VIAREGGIO Una lista di testimoni, quella presentata dagli avvocati Alfonso Maria Stile (difensore dell’ amministratore di Rfi, Michele Mario Elia) e dall’ avvocato Manduchi, anche lei per Rfi, lunga cinque pagine e depositata in Tribunale sia per conto degli imputati che per quello del responsabile civile citato in giudizio. «Ed allora – è stato l’ affondo dell’ avvocato Maurizio Dalla Casa, legale anche dell’ associazione dei familiari delle vittime – come si può sostenere di non essere a conoscenza della citazione del responsabile civile?». È in questo botta e risposta che si può riassumere la prima udienza del processo per il disastro ferroviario di Viareggio, il 29 giugno 2009. Davanti ai giudice del collegio presieduto da Gerardo Boragine è stata la giornata della raffica di eccezioni. Sulle citazioni dei responsabili civili, come sulla costituzione delle parti civili. E se la prima questione si dirime in punta di codice, la seconda tocca sì la norma, ma anche il cuore. Ha un senso, per esempio, l’ accanimento contro la costituzione del Comitato Matteo Valenti che l’ avvocato Adriano Raffaelli (difensore per parte degli imputati stranieri) proprio non vuole vedere in aula? Ennio Amodio, invece, contesta al Gup Alessandro Dal Torrione di aver ammesso troppe parte civili. Così da ver creato «una proliferazione di parti civili». Ed insomma, signori, «il processo penale non può essere un palcoscenico in cui si moltiplicano i sindacati e si affacciano enti». Ma un luogo nel quale è necessario chiedersi «cosa ha fatto un certo ente per meritarsi di stare nel processo?». Sotto il tiro di Amodio e degli altri difensori i sindacati, ma anche Codacons e Cittadinanza attiva che ieri hanno annunciato di volersi costituire. Il processo penale non è un palcoscenico, dunque. Ma – per dirla con le parole del pm, Giuseppe Amodeo – «non è un balletto di garanzie». Insomma, lame affilate in un clima di inevitabile tensione anche da parte del collegio presieduto da Gerardo Boragine, affiancato da Nidia Genovese e Valeria Marino. la prima decisione presa ha riguardato l’ esclusione delle riprese televisive del processo. Il dibattimento su ciò che di più prezioso c’ è lungo i binari di tutta Italia e d’ Europa si svolgerà, dunque, in pubblico ma non sotto i riflettori delle tv. «Il diritto di cronaca è garantito – così l’ ordinanza del giudice Boragine – dalla presenza dei giornalisti in aula». Si torna al Polo fieristico il 27 novembre. Poi, per il 201, 9 e 18 dicembre. Tre udienze al mese per il 2014, a partire dell’ 8 gennaio. Con un “giallo” in aula: alla lettura del calendario, l’ avvocato Alberto Mittone (Trenitalia) ha mostrato in aula un calendario già definito. «Come l’ ha avuto?», ha chiesto Boragine. Ma il quesito non ha avuto risposta. Mittone, lasciando l’ udienza, ha poi dichiarato: «Abbiamo trovato un clima attento e ricettivo ed un Tribunale molto attento». (d.f.)

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