21 Marzo 2012

IL PROCESSO DENOMINATO CHERNOBYL DAL TRIBUNALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE, TRASFERITO A SALERNO

IL PROCESSO DENOMINATO CHERNOBYL DAL TRIBUNALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE, TRASFERITO A SALERNO

TONNELLATE DI RIFIUTI TOSSICI SVERSATE NEL VALLO DI DIANO

AMMESSA LA COSTITUZIONE DI PARTE CIVILE DEL CODACONS.

Il Codacons è stato ammesso alla costituzione di parte civile nel processo che si è tenuto a S. Maria Capua Vetere e che ha visto il rinvio a giudizio per 39 persone, la cui attività, nel campo dello smaltimento dei rifiuti, è stata monitorata dal gennaio 2006 fino a giugno 2007 nel corso dell’indagine denominata Chernobyl dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Dal decreto si apprende che questa “organizzazione” di persone e di imprese gestiva “una quantità di rifiuti illecitamente smaltiti stimabile in circa 980.000 ton. in circa 18 mesi, procurandosi ingiusti profitti nel periodo monitorato pari a circa, per difetto, €. 50.000.000”. Come pure si apprende che uno dei capi di imputazione è il cosiddetto “disastro ambientale”. Infatti, dal decreto stesso possiamo evincere le ragioni che ha portato il Pm Ceglie ad individuare l’articolo ”434 c.p. (concorso in disastro ambientale doloso)” come uno dei capi di imputazione per le 39 persone rinviate a giudizio
In questa vasta azione dell’organizzazione, anche il Vallo di Diano è stato interessato da smaltimento illecito di rifiuti. Infatti, nel già citato decreto si individuano esattamente le quattro aree interessate da queste attività illegali. Esse sono le seguenti:

  • località Tempa Cardone del comune di San Pietro al Tanagro (SA) dell’ estensione di
    circa 12.000 m2;
  • località Buco Vecchio del comune di Teggiano (SA) dell’ estensione di circa
    10.000 m2;
  • località Sanizzi del comune di S. Arsenio (SA) dell’ estensione di circa 10.000 e
    5.000 m2 (si tratta di due aree agricole separate da una strada sterrata;
  • località Via Larga del comune di San Rufo (SA) dell’ estensione di circa 4.000m2.


È grande soddisfazione
– afferma l’Avv. Matteo Marchetti dell’Ufficio legale Codacons Campania – che il Codacons sia stato ammesso ancora una volta come parte civile nel processo Ferrentino Gaetano più 38 ( detto CHERNOBYL) e che lo stesso sia stato trasferito per competenza territoriale dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in data 17.02.2012, al Tribunale di Salerno: tutti i cittadini del Vallo di Diano potranno così seguire lo svolgimento con più facilità e pretendere un’immediata bonifica del territorio”.
Ancora una volta
– conclude l’Avv. Marchetti – l’attenzione che il Codacons Campania dimostra alle problematiche ambientali, cercando attraverso la partecipazione a questi processi di sensibilizzare sempre di più l’opinione pubblica, è stata giustamente premiata.

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