«Il primo bicchiere a undici anni»
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fonte:
- Ansa
«Il primo bicchiere a undici anni»
AOSTA.
La Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) replica alle accuse del Codacons circa la troppa libertà nel servire bevande alcoliche ai minori. «E? un tentativo – dice Pierantonio Genestrone, vicepresidente nazionale della Federazione e presidente dell?Ascom di Aosta – di acquisire un facile consenso mediatico, magari pre-elettorale (il Codacons presenta una lista per le elezioni europee ndr). Innanzi a un problema drammatico, per il Codacons è sufficiente scagliarsi contro i pubblici esercizi: e questo per tacitare i sensi di colpa di genitori e istituzioni, che non riescono a opporre un`efficace politica di prevenzione in grado di contrastare il fascino di quel mondo virtuale di sfrenato divertimento che lo strapotere pubblicitario delle grandi multinazionali del bere ci propina quotidianamente».
Per la Fipe, se si vuole davvero affrontare il problema occorre dimostrare il coraggio di esporsi apertamente a una guerra di reazione. «Non ha senso – sostiene la Federazione – scagliarsi solo contro i pubblici esercizi che somministrano al banco bevande alcoliche ai minori di 16 anni e allo stesso tempo trascurare che non è vietata la vendita per asporto, è consentito il consumo nei circoli privati, la vendita a mezzo distributori automatici, nei market autostradali, negli esercizi commerciali». Genestrone cita anche i dispositivi di restrizione sulla pubblicità degli alcolici: «Sinora – dice – sono stati in gran parte disattesi».
In conclusione, dice il vice presidente nazionale della Fipe, «se è bene ricordare agli esercenti di bar e locali pubblici che la legge vieta la somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 16 anni, è opportuno altresì rammentare che il codice penale punisce anche tutti coloro, compresi i privati cittadini, che somministrano alcolici a persone in stato di manifesta ubriachezza, e che in Italia il primo bicchiere di bevanda alcolica viene consumato, prevalentemente in ambiente domestico, tra gli undici e i dodici anni, l`età più bassa dell`Unione Europea». Secondo la Federazione, si tratta di un dato inquietante. «E? necessaria – conclude Genestrone – l`adozione di politiche integrali di prevenzione, non basta certo il solo obbligo per l`esercente di chiedere la carta d`identità all`avventore».
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