Il prezzo della benzina va alle stelle
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fonte:
- Brescia Oggi
I consumatori denunciano: i costi più alti d?Europa
Roma. Benzina alle stelle. Spinta dalle fiammate del greggio sui mercati internazionali (circa 60 dollari al barile) macina record di giorno in giorno, fino a toccare ieri il suo nuovo massimo storico: 1,260 euro per un litro di verde, ben 2.500 delle vecchie lire. E mentre per gli automobilisti italiani si profila una perenne emergenza caro-pieno con un litro di carburante salito di 0,110 euro si riapre il dibattito per un intervento del governo sull?accisa, la tassa sulla produzione. Sull?unico fronte a sua disposizione: la leva fiscale considerato che i prezzi dei prodotti petroliferi sono ormai da un decennio liberalizzati.
Dai consumatori ai sindacati, passando per il responsabile economico dei Ds, Bersani, si alza un coro di richiesta di intervento sul fronte fiscale per l?introduzione di un?accisa mobile: un meccanismo che garantendo fermo il gettito per lo Stato usi l?accisa come ammortizzatore dei picchi del greggio sui mercati senza interferire con le entrate.
Il Codacons ieri ha denunciato che gli italiani sono i più tartassati d?Europa in fatto di benzina: l?Italia, ha conteggiato, vanta il terzo posto nella classifica europea del caro carburanti. I recenti rincari di verde e gasolio incideranno sui redditi delle famiglie per il 13%. E il Condacons precisa che l?Italia è preceduto solo da Regno Unito ed Olanda, «dove i prezzi sono di poco superiori ai nostri»: «In molti Paesi i prezzi dei carburanti sono più bassi ed i redditi medi dei cittadini sono decisamente più elevati rispetto all?Italia».
Il governo però frena su interventi sull?accisa e i petrolieri gli fanno sponda. Uno spiraglio, almeno «teorico», arriva dal direttore fonti del ministero delle Attività produttive, Sergio Garribba: «In linea di principio si può fare. L?ipotesi andrebbe prima verificata a livello Ue»: si possono «tenere fisse le entrate per il Tesoro, fissando un tetto di incasso» e usare l?accisa come «strumento anticongiunturale» per combattere il caro-petrolio. Un intervento che però il viceministro all?Economia Vegas tende ad «escludere», mentre il ministro dell?ambiente Matteoli giudica «un po?difficile».
Il presidente dei petrolieri De Vita inoltre, pur ribadendo che una misura fiscale «sarebbe auspicabile», ribadisce che il governo non dispone di grandi margini di manovra: il gettito di quest?anno dovrebbe infatti registrare un calo di 100-200 milioni di euro per la costrazione dei consumi e lo spostamento progressivo della domanda dalla benzina al gasolio. Bersani però insiste: «E una scorrettezza da parte del governo non intervenire». E ricorda come la fiscalità sui carburanti sia «una tassa ombra che il cittadino non percepisce». Compatto il fronte di consumatori nel sostenere l?ipotesi dell?accisa mobile. E, una volta tanto, alleato con i benzinai della Fegica-Cisl che da tempo sollecitano la stessa misura. Dall?Adoc arriva una nuova stima: ipotizzando un barile a 80 dollari tra un anno per i consumatori si profilerebbe un?ulteriore stangata di 300 euro.
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