21 Settembre 2021

Il prezzo della benzina schizza alle stelle

Schizza il prezzo medio della benzina: 1,670 euro al litro la benzina verde al self service, con un rialzo di 8,58 centesimi (mai così alto dall’ottobre 2014); 1,516 euro al litro, con un rialzo di 6,58 centesimi il prezzo del diesel. Lo dicono le ultime rilevazioni del Ministero della Transizione ecologica e lo rilanciano le associazioni di categoria, che chiedono l’intervento del Governo.

Non bastava la “mazzata” sui risparmi degli italiani in arrivo sulle bollette di luce e gas. Adesso ad alleggerire ulteriormente il portafoglio arriva il rincaro del costo della benzina, che non sarà un piccolo aumento. Le pompe infatti raggiungeranno livelli record, in particolare la verde, che tocca vette che non si vedevano da quasi dieci anni. Così l’Aduc (Associazione diritti utenti e consumatori) chiede l’intervento del Governo Draghi “per ridurre la tassazione abnorme che vige sui prezzi dei carburanti e tagliando accise inutile e anacronistiche che servono solo ad aumentare le casse erariali”. Il problema è che, mentre la politica potrebbe in qualche modo intervenire su luce e gas, sembra più difficile immaginare un argine politico alla benzina, dove vigono le leggi del mercato più libero che si può. Aduc chiede un cambio: “Non più interventi/sussidi a pioggia, ma una politica che tratti i prodotti energetici”, dunque anche la benzina, “come necessariamente poco costosi perché è su di essi che gira tutta l’attività economica domestica ed industriale. Far pagare questi prodotti depurandoli di quasi tutte le componenti fiscali, se da un lato potrebbe creare problemi agli introiti fiscali, dall’altro incentiverebbe vita e produzione.

Anche Assoutenti lancia l’allarme dando il dato di quanto la stangata peserà a livello nazionale: “Gli effetti del caro-benzina per la collettività si fanno di giorno in giorno più pesanti e, solo per i rifornimenti di carburante le famiglie italiane devono mettere in conto una maxi-stangata complessiva pari a 8,2 miliardi di euro – afferma il presidente Furio Truzzi – Un pieno di verde costa oggi oltre 14 euro in più rispetto allo scorso anno, +12,5 euro un pieno di gasolio. Numeri che si stanno riflettendo sui prezzi al dettaglio, con l’inflazione che ad agosto ha subito la crescita più alta dal 2013”. Per questo anche Assoutenti è convinta che Draghi debba intervenire, “riducendo la tassazione abnorme che vige sui prezzi dei carburanti e tagliando accise inutile e anacronistiche che servono solo ad aumentare le casse erariali, studiando meccanismi automatici per limitare gli effetti del caro-benzina sulla collettività già impoverita da un anno e mezzo di Covid”.

Per Codacons i rincari della benzina alla pompa produrranno un aggravio di spesa, solo per i rifornimenti di carburante, pari a +338 euro annui a famiglia. “Un andamento al rialzo che avrà conseguenze inevitabili sui prezzi al dettaglio di una moltitudine di prodotti, e che già ha fatto sentire i suoi effetti sul tasso di inflazione – avverte il Codacons – A tale situazione si aggiunge il rischio dei maxi-aumenti delle bollette luce e gas che, se non saranno scongiurati, produrranno un aggravio di spesa pari a +500 euro annui a famiglia”.

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