24 Aprile 2012

Il prezzo della benzina non si ferma ancora record: verde a 1,918 al litro

Il prezzo della benzina non si ferma ancora record: verde a 1,918 al litro

ROMA – Dove scendere e invece sale fissando un nuovo record storico. La benzina verde tocca nei distributori della Shell il picco di 1,918 euro, seguita da quella targata Q8 (1,917). Tutti si aspettavano un ribasso dei prezzi dei carburanti, ma le compagnie hanno scelto di ignorare il calo delle quotazioni internazionali, che è proseguito anche ieri: il Brent, il greggio di riferimento europeo è sceso di 1,34 dollari a quota 117,42. Né i petrolieri sembrano aver ascoltato l´allerta arrivata dal G20, che nei giorni scorsi si è detto pronto a «vigilare sugli elevati prezzi del greggio» e a intervenire se necessario. Concetto ribadito, in salsa italiana, dallo stesso ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, che il 18 aprile aveva rampognato le compagnie: «Se ci sarà un calo del prezzo del petrolio dovrà necessariamente riflettersi sul costo. Valutiamo il meccanismo tra i prezzi al mercato e quelli alla pompa». Voci inascoltate. Solo Ip s´è decisa a tagliare, ma di appena un centesimo il prezzo raccomandato della verde, mentre TotalErg ha limato di 0,5 centesimi entrambi i prodotti. Timidi ritocchi anche per il diesel, in lieve calo dopo le mosse di Eni, Esso e Shell che hanno ridotto i prezzi consigliati di 0,5 centesimi al litro: ieri il prezzo massimo si era attestato a 1,788 euro. Una mossa decisamente prudente, tra l´altro non seguita da altri marchi, visto che i margini lordi si confermano al di sopra della media dei tre anni precedenti per oltre 3 centesimi. Più coerenti con le dinamiche internazionali del prezzo del barile, gli impianti no-logo, che tagliano ancora una volta sulla verde e aumentano la distanza con le petrolifere a oltre 10 centesimi. A livello nazionale, segnala Staffetta quotidiana, la media per la benzina è di 1,903 euro al litro, il diesel si ferma a 1,784 e il Gpl è a 0,882 euro. E i consumatori denunciano ancora una volta il puntuale rialzo dei prezzi alla vigilia di due festività, il 25 aprile e il primo maggio. «Il calo delle quotazioni del petrolio, al quale avrebbe dovuto corrispondere una riduzione dei prezzi della benzina alla pompa che al contrario sono saliti, non può non far nascere il sospetto di speculazioni legate ai viaggi degli italiani», ha dichiarato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Secondo i consumatori il caro benzina terrà a casa il 20 per cento delle famiglie italiane. D´altra parte «oggi un pieno di verde costa il 21% in più (16,7 euro) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno». Per un´auto di media cilindrata ben 96 euro, contro i circa 80 dello stesso periodo di un anno fa. (b.ar.)

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