24 Giugno 2004

Il prezzo della benzina infiamma i rapporti tra l`Unione petrolifera e i consumatori




Il prezzo della benzina infiamma i rapporti tra l`Unione petrolifera e i consumatori. Per i primi, nonostante i recenti aumenti, l`attuale prezzo della verde è tra i più bassi, in termini reali, nella storia. I secondi replicano sarcastici: «I prezzi sono alti, non abbiamo le traveggole». Stando ai dati forniti dall`Up, il picco di prezzi più elevato dal dopoguerra è stato toccato nel 1976, con un valore aggiornato pari ad 1,9 euro al litro, ossia il 66\% in più del prezzo attuale. Livelli elevati, compresi tra 1,7 e 1,4 euro/litro sono stati registrati stabilmente nel decennio 1976-1985. Ma anche negli anni novanta il prezzo, pur scendendo sensibilmente, è stato al di sopra dei valori odierni. Se andiamo indietro poi all`anteguerra, si osservano livelli di prezzi doppi o tripli rispetto a quelli attuali.
Quest`anno il prezzo internazionale della benzina, da gennaio a fine maggio, è aumentato del 46\% in dollari e del 54\% in euro (da 324 a 473 dollari/tonnellata a fine maggio) ripiegando soltanto di recente. E, stando alle previsioni, quest`estate dovrebbe tornare a crescere. Ma l`Intesaconsumatori contesta le cifre. «Gli automobilisti italiani – sostengono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – quando vanno a fare rifornimento non hanno certo le traveggole e si rendono contro benissimo di quello che pagano. Altro che prezzi più bassi nella storia, in Italia il prezzo della benzina è tra i più alti d`Europa». Le 4 associazioni premono perché il governo vari un disegno di legge che imponga gli stessi parametri per determinare l`aumento e la diminuzione dei prezzi dei carburanti, «evitando così la famosa doppia velocità delle compagnie petrolifere, velocissime a salire, lentissime a scendere».

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