17 Settembre 2019

Il prezzo dell’ oro nero vola Ipotesi di attacco all’ Iran

la distruzione delle raffinerie aramco fa impazzire il mercato e trump si fa minaccioso il mercato del petrolio
WASHINGTON. Un balzo del prezzo del greggio del 20% come non accadeva da quasi trent’ anni. Le principali economie mondiali costrette a mettere mano alle scorte. Gli investitori, in cerca di un porto sicuro, a caccia di oro e i treasuries americani. Con il Codacons che, in Italia, avverte del rischio di una stangata «fino a 320 euro l’ anno a fami glia» se proseguirà la corsa delle quotazioni. Queste sono le conseguenze dell’ attacco alle due raffineria di Saudi Aramco in Arabia Saudita. L’ Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, avveetecommenta intanto gli attacchi che hanno colpito due grandi raffinerie di Aramco, in Arabia Saudita:”Gli attacchi con droni di ieri a due impianti Aramco in Arabia Saudita pongono una minaccia reale alla sicurezza regionale. In un periodo in cui le tensioni nella regione sono alte, questo attacco mina il lavoro in corso per la de-escalation e il dialogo”, ha aggiunto la portavoce.’attacco alla sua principale raffineria, le conseguenze sulla crescita globale e quelle sui prezzi dei carburanti, con il Codacons che, in Italia, avverte del rischio di una stangata «fino a 320 euro l’ anno a famiglia» se proseguirà la corsa delle quotazioni. La risposta. Donald Trump ha da subito messo in chiaro che gli Usa sono «carichi» e pronti a colpire quando il responsabile di quanto successo sarà identificato con certezza. Poi ieri l’ inquilino della Casa Bianca ha accusato l’ Iran di avere mentito quando a giugno disse di avere colpito un drone Usa nel golfo persico perchè stava viaggiando nel suo spazio aereo (secondo Washington era in cieli internazionali). Trump aveva ordinato un attacco militare cancellandolo all’ ultimo minuto. «Ora l’ Iran dice di non avere nulla a che fare con gli attacchi in arabia saudita. Vedremo», ha twittato Trump. I mercati. Se quindi non è ancora certa la mano che ha guidato i droni verso la raffineria saudita di Abqaiq, che prepara per l’ export quasi il 70% del greggio saudita, di certo chi ha pensato l’ attacco ha centrato un bersaglio fondamentale: mettere paura ai mercati internazionali, colpendo un centro nevralgico non solo del principale produttore mondiale, ma del Paese più in grado di stabilizzare i mercati con le sue enormi riserve di greggio. Sono bastati pochi droni lanciati sulle coste saudite del Golfo Persico per fermare qualcosa come il 5% della produzione globale di greggio. Conseguenza, all’ apertura dei mercati di ieri, una volata del petrolio di qualità Brent scambiato a Londra del 20% a quasi 72 dollari al barile, mai così forte dai tempi della Guerra del Golfo (1991), prima che i prezzi rallentassero a circa 66 dollari (+11%). Molti analisti notano che quotazioni del genere segnalano un clima pre -bellico nella testa degli investitori. E questa ipotesi appare come un’ opzione sempre più probabile.!!

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