Il prezzo del pane pronto a lievitare
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fonte:
- il Tirreno
Aumenti imminenti dovuti al rincaro del costo della farina
Per i consumatori l`incremento, però, non appare giustificato
PIOMBINO. Pane lievitato. Pizza, schiaccia e affini a seguire. Nel senso del prezzo. E` prevedibile che anche i panificatori di Piombino e dintorni adeguino presto il loro tariffario. “Il prezzo è libero e ciascun forno ha la possibilità di ritoccare i prezzi di vendita. E` vero, però, che normalmente c`è sintonia tra i singoli“, spiega Emanuela Minelli, coordinatrice per la Val di Cornia della Cna, la confederazione degli artigiani che rappresenta la grande maggioranza della ventina di panificatori della zona. “Di norma – aggiunge Minelli – la decisione di intervenire sui minimi tabellari viene presa nel corso di una riunione. E al momento non ne sono fissate. E` vero, anche, però, che i prezzi del pane sono fermi da oltre un anno e che, stante l`andamento del costo della farina, l`ipotesi di rivedere i prezzi al dettaglio non è un`ipotesi remota“. Secondo i calcoli di alcuni osservatori sui prezzi, riportati in questi giorni dai media, la materia prima cresce anche del 50%, e in settembre comporterà aumenti del prodotto finito tra il 6 e il 10%. Perchè il prezzo della farina è suscettibile di variazioni quasi come avviene per la benzina. La stangata è legata al crescente utilizzo di grano per la produzione dei biocarburanti, sottratto, quindi, al settore alimentare, e per il boom della domanda di cereali in Cina. In pratica, il mercato del grano si è allargato, ma le risorse per produrlo sono le stesse, e le multinazionali assorbono la produzione togliendola al mercato tradizionale. Ad aggravare il quadro, ci si mette il clima, con la siccità che riduce le quantità prodotte. “E` chiaro – aggiunge Minelli – che la grande distribuzione si può permettere di non praticare aumenti, dal momento che è essa stessa a fare il prezzo con i grossisti“. Adesso in panetteria il pane comune si vende sui 2 euro e 10 circa al chilo. Cresce molto per i tipi speciali. Le motivazioni addotte dalle organizzazioni dei panificatori lasciano perplesse le associazioni dei consumatori. Il Codacons ha appena chiesto controlli dell`Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza per individuare dove “si annida la speculazione. Solo il 5% del prezzo finale del pane – dice – dipende dal costo del grano“. V.P.
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