16 Marzo 2008

Il presidente Napolitano non firmi le nuove norme sulla sicurezza del lavoro

Il nuovo testo unico sulla sicurezza sul lavoro, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 6 marzo, non sarebbe risolutivo. Anzi. Per questo Livio Giuliani, dirigente nel settore della ricerca (e direttore dello Ispesl Veneto), Michele Boato, presidente dell`Ecoisitituto del Veneto Alex Langer e Franco Conte, presidente dei Codacons Veneto, si appelleranno con una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affinché non vi ponga la firma finale. Secondo i tre il testo unico conterrebbe una discreta dose di fumo negli occhi per chi non sa districarsi fra le maglie della giurisprudenza. Tutto girerebbe attorno ai 12 milioni di euro del tesoretto dell`Inail (Istituto nazionale per l`Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro), a cui le aziende, secondo il nuovo testo, potranno attingere per attuare le opere di messa in sicurezza. “Anche se Confindustria saluta positivamente la possibilità di attingere al tesoretto perché sostiene che si tratta di fondi versati dalle imprese, non bisogna però dimenticare che derivano dalle trattenute sulla busta paga dei lavoratori afferma Giuliani sarebbero così i dipendenti a pagare gli interventi che le imprese, per la legge 626, già dal 1994 avrebbero dovuto fare“. Ma la controanalisi non finisce qui. L`articolo 302 prevede che la sanzione penale per alcune carenze delle aziende – in particolare la mancanza del Documento di Valutazione del rischio – possa essere sostituita da una contravvenzione dagli 8 ai 24 mila euro, a patto che non abbia avuto infortuni come conseguenza. E qui, secondo Giuliani, Boato e Conte starebbe il nocciolo della questione, perché la stessa carenza in termini di sicurezza verrebbe punita penalmente solo nel caso in cui ci scappasse l`infortunio. “Le penali in realtà depenalizzano il reato rincara Giuliani : in casi come quelli della Thyssen-Krupp, la difesa potrebbe ugualmente chiedere di tramutare il reato penale, nonostante i morti, in un`oblazione, mettendo in campo il principio costituzionale di proporzionalità della pena rispetto al reato, e tacciando di anticostituzionalità il Testo unico“. Che, tra l`altro, “non può nemmeno introdurre leggi penali continua Giuliani – altro motivo per cui si potrebbe tirare in ballo l`anticostituzionalità“. Il tutto si sommerebbe a quella che i tre definiscono “intimizzazione“ della prevenzione: in pratica tutta la partita della sicurezza si giocherebbe all`interno dell`azienda, poiché il Documento di Valutazione del rischio, già previsto dalla 626, rimarrebbe in mano alle imprese, senza ispezioni esterne aspetto non contemplato dal Testo unico che ne verifichino i dati.

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