19 Luglio 2003

Il preside della Sapienza: gli esami truccati un fenomeno marginale


Il giorno dopo le perquisizioni dei carabinieri in facoltà e la bomba esplosa per l?inchiesta sui 27 casi di esami truccati, il professore Carlo Angelici, preside della facoltà di Giurisprudenza alla «Sapienza» di Roma, cerca di ridimensionare la vicenda e assicura: «Sono sereno e come sempre impegnatissimo per motivi di lavoro». Poi aggiunge: «I 27 esami truffa, rispetto ad una platea di 16 mila studenti, sono il segno che il fenomeno è marginale». Poi, il preside parla di sé, dell?avviso di garanzia ricevuto al momento della perquisizione. E racconta che gli unici regali mai ricevuti dagli studenti sono stati una «maglietta della Lazio ed una bottiglia di champagne per il compleanno», spiegando: «Rientra nella cordialità dei rapporti, i miei studenti sanno tutti che sono tifoso della Lazio».
Insomma, il giorno dopo, la facoltà di Giurisprudenza della «Sapienza», anche attraverso il suo vertice, cerca di assorbire il nuovo colpo. E l?unico effetto immediato è stata la maggiore severità dei professori agli esami: ieri, nella cattedra di procedura penale, su 40 esaminandi ne sono stati promossi solo 18. La prossima settimana, cominceranno gli interrogatori dei diciotto agli arresti domiciliari (7 donne e 11 uomini): un professore associato, 5 assistenti ricercatori, sette studenti, cinque impiegati amministrativi. Ma, nel frattempo, è cominciato il via vai nella stanza del Pm Vincenzo Barba, che coordina le indagini affidate ai Nas guidati dal tenente Marco Datti. In tanti cercano notizie sul destino degli esami sostenuti, mentre alcuni chiedono di essere sentiti su episodi di cui sarebbero venuti a conoscenza. Circolano voci di annullamenti di gruppi di esami, sollecitati anche dal Codacons, ma la decisione potrebbe essere presa solo dal Consiglio di facoltà. E, anche dopo il ridimensionamento della vicenda da parte del preside, sembra sia difficile che si arrivi a tanto.

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