Il premier teme cedimenti sul fronte delle liberalizzazioni
-
fonte:
- la Repubblica
A Roma 100 nuove licenze entro luglio. Milano, la Moratti assicura: darò concretezza all`accordo
Il premier teme cedimenti sul fronte delle liberalizzazioni. La Cdl attacca: retromarcia del governo
ROMA – Francesco Rutelli è abbastanza deluso. Avrebbe preferito, il vicepremier, “una maggiore liberalizzazione“ del servizio taxi e nuove “soluzioni per gli utenti, molto più flessibili“. Adesso il compromesso di lunedì andrà verificato sul campo: “Se il servizio migliorerà, bene. Se ci saranno ancora file di persone inferocite alla Stazione Termini o a Malpensa, bisognerà tornare su soluzioni più coraggiose“. Anche il premier Prodi è in allarme. I sindacati di categoria “hanno l`aria di chi ha vinto il Mondiale“, si sarebbe lamentato il premier. L`opposizione spinge sul “governo debole“, che arretra barcollante. Ma sulla concorrenza, invece, Prodi vuole tenere duro per evitare che tutte le categorie, se toccate, si convincano ad una resistenza estrema. Pierluigi Bersani, ministro per lo Sviluppo Economico e padre dell`accordo, ha voluto incontrare il premier ieri per rassicurarlo. A suo parere, l`intesa garantirà comunque conquiste importanti, “cambiamenti reali“, come i concorsi straordinari per nuove licenze e il prolungamento dei turni di lavoro. Certo, molto dipenderà dalla volontà dei singoli Comuni di applicare le norme. Da questo punto di vista, Bersani vede dei segnali positivi sia a Roma e sia a Milano. Nella capitale, il sindaco Veltroni assegnerà 100 nuove licenze entro luglio. Mentre il sindaco Moratti, da Milano, promette di “dare concretezza all`intesa raggiunta“. Paolo Cento, esponente dei Verdi, sottosegretario all`Economia, si schiera con il ministro: “Ha vinto il buonsenso – assicura – bisognava trovare una mediazione tra i diritti della categoria, sono pur sempre lavoratori, e la necessità di migliorare il servizio“. Fin qui gli umori nel governo. Ma anche a livello parlamentare, i giudizi sono oscillanti. Anna Finocchiaro, presidente del gruppo ulivista al Senato, invita a leggere il decreto corretto per apprezzarne la “validità“. La moltiplicazione dei turni, i nuovi servizi mirati per alberghi e scuole sono, dice, novità reali. Secondo il radicale Daniele Capezzone, Bersani ha fatto il possibile: “Resto convinto – aggiunge – che avevamo in mano l`uovo di Colombo. Se avessimo regalato ai tassisti una nuova licenza, la categoria non avrebbe potuto protestare e le auto bianche sarebbero aumentate fino a raddoppiare“. Fabris (Udeur): “Condanniamo la violenza, e non solo verbale, con cui i tassisti hanno affrontato la cosa. La destra? Populista e antiliberista“. La destra, ancora ieri, picchiava duro. Da An, l`ex ministro Storace ironizza: “Il governo parla di una partita finita in parità. Ma questo pareggio a me ricorda gli scudetti di Moggi“. Michele Vietti (Udc) accusa Palazzo Chigi di aver procurato disagi inutili ai cittadini, senza poi portare a casa risultati rilevanti. Da Confindustria, il direttore generale Beretta considera il decreto Bersani, per quanto corretto, “un ottimo impulso alla concorrenza. Ora non bisogna arretrare oltre“. L`associazione di consumatori “Cittadinanza Attiva“ guarda alla sostanza: ci saranno più auto in giro – dice Giustino Trincia – e “questa è l`unica cosa che conta“. Delusi i consumatori del Codacons che ora chiedono una stretta contro la “lobby dei tassisti. Il governo vieti, ad esempio, che il tassametro parta già quando l`autista prende la chiamata dalla sua centrale operativa“. Adusbef e Federconsumatori, infine, accusano Bersani di aver ceduto “alla violenza di piazza, all`arbitrio, all`intimidazione, ai blocchi stradali illegali“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: decreto bersani, governo, liberalizzazioni, licenze, prodi, tassisti, taxi
