12 Marzo 2010

Il premier: la ripresa è partita Bersani: il Pil è troppo giù

Un operaio della Fiat al lavoro RomaSiamo «usciti da una forte crisi» tanto che è «iniziata la risalita». Ed è tempo di «cavalcare l’ ottimismo». Questa l’ analisi economica e la «exit strategy» dalla crisi offerte dal premier, Silvio Berlusconi, in occasione del «battesimo» del Comitato promotore della Banca del Mezzogiorno. Lo strumento che, secondo il premier e il ministro dell’ Economia, Giulio Tremonti, non si trasformerà in un «carrozzone» ma servirà a canalizzare risorse nel Sud Italia, cioè la zona che della crisi pagherà il prezzo più alto. Una ricetta che non convince l’ opposizione, con in testa il segretario del Pd che accusa il governo di stare «con le mani in mano» e fornisce un’ immagine del tutto diversa: ora dobbiamo «correre» perché la situazione economica (con il Pil giù del 5,1%) si è troppo deteriorata. «Politica di rigore sui conti» Berlusconi, comunque, dà «il primo colpo di manovella» al «film» della Banca del Mezzogiorno nato già nel 2004 ma poi più volte interrotto. «Dopo essere usciti da una forte crisi – esordisce – stiamo iniziando la risalita, non è veloce, non ha forti numeri, ma è certamente risalita». Oltretutto «usciremo meglio di altri Paesi perché abbiamo tenuto ferma una politica di rigore sui conti pubblici ma senza dimenticare la pace sociale, né il sostegno alle imprese». Il governo, rivendica il premier, «ha cercato di diffondere ottimismo e non aveva gli occhi chiusi sulla crisi». Insomma ora «dobbiamo cavalcare questo ottimismo», anche perché «è passato quel momento di paura che ha inciso anche sui consumi». E qui Berlusconi ricorda la natura «psicologica» di questa paura, spiegando di aver verificato su dipendenti statali e pensionati («hanno avuto un potere d’ acquisto maggiore» durante la crisi anche grazie al calo del costo della benzina) che l’ intenzione, ad esempio, di comprare un’ auto nel 72% dei casi si infrangeva proprio sulla paura della crisi. Ma ora arrivano indicazioni opposte e una prova ne è «il fatto che oggi i protagonisti del settore dell’ auto abbiano deciso di non insistere per gli aiuti». Questo «ci dice che le cose stanno migliorando». Il Pd e la Cgil all’ attacco Bersani al contrattacco ribatte: «Sono convinto che l’ Italia ce la farà, che gli italiani ce la faranno, ma non con un governo che sta con le mani in mano». Lo scorso anno – sottolinea il segretario del Pd – il Pil è sceso di 5,1 punti, un record di caduta. Per recuperare dobbiamo correre». Il leader dell’ Idv va giù duro: «I segnali importanti ci sono solo per le società offshore e gli affari del presidente del Consiglio, dei suoi amici e degli speculatori che ha intorno a lui». Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, non commenta direttamente le parole di Berlusconi ma offre un’ immagine decisamente meno ottimistica con l’ Italia, che paga «con una ripresa che stenta ad arrivare e con un livello di consumi sempre più basso. In questo modo si allontaneranno sempre di più le varie parti dell’ Italia, penso soprattutto al Mezzogiorno». «L’ Italia non ha una strategia per affrontare la crisi nel modo migliore – ha poi aggiunto Epifani -. Nessuno mette in discussione il problema di deficit, altri Paesi hanno però investito nella ricerca e nella formazione e hanno ridotto le tasse sui consumi e sulle famiglie». Secondo il segretario generale della Cgil l’ Italia «a Roma non si è mai aperto un tavolo con tutti i soggetti sociali per trovare una via per superare la crisi, perché il governo non ha voluto. In tutte le province italiane si discute e concerta, l’ unico posto dove questo non avviene è Roma». Le critiche dei consumatori Infine, i consumatori in coro chiedono al premier di smettere con richieste di ottimismo e puntare piuttosto a far ripartire i consumi. «Ancora una volta assistiamo all’ utilizzo di categorie di ordine filosofico o psicologico nell’ analisi della realtà socio-economica del nostro Paese – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti di Federconsumatori e Adusbef -. Questo atteggiamento è inconcepibile, a fronte dei dati disastrosi del 2009, che hanno registrato un crollo del Pil del 5,1%, una contrazione dei consumi del 2%, una produzione industriale del -18%, una produzione artigianale del -19% e la chiusura di 30.000 esercizi commerciali». Per il Codacons, invece, «il presidente del Consiglio deve essere andato al cinema a vedere film tipo Avatar e si è fatto influenzare dagli occhiali 3D, visto che sta triplicando l’ ottimismo». Per l’ associazione di consumatori «è confortante che dopo il dato Istat di mercoledì, con un tracollo del Pil pari solo a quello registrato sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, dal 1943 al 1945, ci sia qualcuno che ha ancora voglia di diffondere ottimismo. Ci piacerebbe, però, che il governo dispensasse alle famiglie italiane anche qualche provvedimento che consentisse loro di arrivare alla fine del mese e salvaguardasse la capacità di spesa dei consumatori». E Primo Mastrantoni, segretario Aduc, conclude: «La ripresa economica del nostro Paese langue e con essa i relativi problemi».

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