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10 Settembre 2019

Il premier Conte alla Camera: nidi gratis e scuola di qualità o è declino

 

di Claudio Tucci Azzeramento totale delle rette per la frequenza degli asili nido a partire dal prossimo anno scolastico e aumento dei posti disponibili soprattutto al Sud. Miglioramento della didattica nelle scuole, aumento gli stupendi degli insegnanti in linea con l’Ue e contrasto del precariato anche attraverso i concorsi. Attenzione ai “cervelli in fuga”, perchè il rischio dell’Italia, altrimenti, è quello di un “inesorabile declino”.

Il discorso alla Camera
Il premier Giuseppe Conte nel discorso ieri alla Camera per chiedere la fiducia, ha puntato a testa bassa su giovanissimi, istruzione e famiglia, «le prime leve sulle quali agire». Al tema ha dedicato il primo, appassionato, lungo passaggio del suo discorso. È partito dal nervo che l’Italia ha maggiormente scoperto, quello dell’accudimento dei bambini molto piccoli, 0-3
anni, concausa dei bassissimi attuali tassi di denatalità in Italia, per promettere – il progetto è in sintonia con la volontà del ministero dell’Economia – che il governo, dal 2020-2021, azzererà totalmente le rette per la frequenza di asili nido e micro nidi e amplierà contestualmente l’offerta di posti disponibili.

È passato poi all’esame dei problemi della scuola, della ricerca e infine dell’università, parlando dell’Italia come di un futuro laboratorio di «innovazione, opportunità idee, capace di offrire ai giovani solidi motivi per rimanere» con un lavoro che «non sia precario e a basso costo» dal momento che «solo il lavoro di qualità è garanzia contro la povertà e l’insicurezza economica». Le sue parole sono state accolte con soddisfazione sia dalle forze politiche di maggioranza sia anche da molte associazioni e dai sindacati.

Le reazioni
Plausi, soprattutto per le novità promesse per gli asili nido, dal Forum delle Famiglie, Save the Children, dalle associazioni dei consumatori come il Codacons e l’Unione dei Consumatori, da Cittadinanzattiva, dall’Anief e da Fp Cgil, la quale ricorda che ben 1 milione di bambini oggi ne sono esclusi. Apprezzamento per le parole del premier è arrivato anche dal ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti. Il presidente della Regione Emilia Romagna, Bonaccini, ha ricordato che l’Emilia, sui nidi, sta facendo da apripista.

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