Il premier ai commercianti: giù i prezzi
-
fonte:
- Il Secolo XIX
Rilanciata la polemica sull`euro. Pronta la replica di Prodi: «Senza la moneta unica l`Italia sarebbe già rovinata»
Berlusconi annuncia un appello per alzare un argine al carovita Da consumatori e negozianti accoglienza gelida: «Boutade elettorale»
Roma Il premier scende in campo contro il carovita e annuncia che rivolgerà un appello ai commercianti affinché ribassino i prezzi. L`invito non convince e dalla Confesercenti alle associazioni dei consumatori il coro di critiche è unanime: «l`appello ha un sapore tutto elettorale».
«Sto pensando a un invito ufficiale ai commercianti – ha detto ieri Silvio Berlusconi – perché facciano un gesto importante di riduzione di una certa percentuale dei prezzi». Immediata la replica di Confesercenti: «Il presidente del Consiglio lasci perdere gli appelli elettorali – ha detto il presidente dell`associazione Marco Venturi – e ci convochi subito dopo le elezioni per discutere seriamente del problema». Il numero uno di Confesercenti ricorda anche che gli aumenti, dalle tariffe alle tasse, porteranno quest`anno alla chiusura di 50.000 negozi. Preferisce invece non fare commenti la maggiore organizzazione di settore, la Confcommercio. Il presidente di Indicod-Ecr, Gianfranco Virgilio, rileva che «supermercati, ipermercati e, in generale tutta la distribuzione moderna, stanno avendo un ruolo deflattivo nel settore alimentare e, in generale, stanno dando un fortissimo contributo al contenimento dei prezzi». Anche la Legacoop informa che «sta già praticando il blocco e la riduzione dei prezzi di molti prodotti alimentari».
Il premier ieri è tornato a dire che l`aumento dei prezzi è legato all`arrivo dell`euro ed infatti «un incremento dei prezzi – ha sottolineato – si è verificato in tutta Europa». «Senza l`euro saremmo rovinati», replica Romano Prodi. «Se una cartolina costa 1.500 lire e un euro ne vale 1.936,27, e la cartolina viene poi venduta a un euro: la colpa è dell`euro o di chi la vende? O di chi doveva controllare e non l`ha fatto?», chiede il presidente della Commissione europea.
L`appello ai ribassi non piace neanche alle associazioni dei consumatori secondo le quali «ha un sapore tutto elettorale». E se l`Adusbef ricorda che «l`inerzia del governo sui prezzi è costata 3.650 euro a famiglia, per un impoverimento complessivo di oltre 76 miliardi», per Adoc e Federconsumatori «evidentemente il premier per la prima volta in due anni e mezzo è andato a fare la spesa accorgendosi di un fenomeno diffuso e ingiustificato». Sulla stessa linea d`onda il Codacons che parla di «una colossale balla elettorale». Secondo l`Adiconsum, Berlusconi dovrebbe innanzitutto mettere in campo strumenti di intervento contro nuove speculazioni. «Si sta aprendo la stagione del turismo: nei casi di aumenti del 20-30% il governo – si chiede l`associazione – cosa farà? Intende tollerarli o farà delle verifiche fiscali?“. E sul fronte dei prezzi si preannuncia un`estate particolarmente `caldà sulle spiagge. Sarebbe infatti in dirittura d`arrivo il decreto per aumentare del 250% i canoni demaniali balneari. «Siamo pronti ad organizzare manifestazioni di protesta – ha annunciato il Sindacato Italiano Balneari – in tutte le spiagge».
Aspra la polemica sui prezzi tra maggioranza e opposizione. «La sinistra può ragliare contro il governo fin che vuole per il caro prezzi ma la veritàè che il costo della vita è aumentato enormemente per colpa dell`euro e che l`euro l`hanno voluto loro», ha dichiarato il leghista Roberto Calderoli. Per Natale Ripamonti dei Verdi l`appello del premier «arriva dopo che per mesi e mesi il governo non ha attuato alcuna misura di controllo dell`andamento dei prezzi sia alla produzione che alla distribuzione».
La Cgia di Mestre invita invece Berlusconi a considerare gli aumenti nei settori delle «banche, compagnie petrolifere e assicurazioni, visto che le commissioni bancarie, la benzina e le tariffe rc auto sono aumentate in maniera molto maggiore del tasso di inflazione ed incidono in maniera più sostenuta delle zucchine, piuttosto che del pane, sui bilanci familiari».
Il caro-prezzi è però un problema che investe tutta Europa. Per un cittadino su cinque dell`Europa allargata a 25 Paesi l`aumento dei prezzi è uno dei principali problemi da affrontare. E` quanto segnala la Coldiretti sulla base delle elaborazioni dei dati `Eurobarometro 2004` da cui emerge che l`Italia presenta il maggiore livello di preoccupazione (45%), pari a più del doppio rispetto alla media europea.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Berlusconi, commercianti, Confesercenti, euro, premier, Prezzi, prodi
