13 Ottobre 2006

Il prefetto chiude la scuola araba





Milano. Sono in corso i lavori di sistemazione, imposti dai vigili del fuoco, nella scuola privata arabo-italiana di via Ventura, a Milano, al centro delle polemiche di questi giorni perchè ha aperto i battenti senza avere avuto ancora le autorizzazioni ministeriali. E mentre il prefetto ne ha deciso la chiusura temporanea, l?istituto aveva già preventivato una visita guidata per cameraman e giornalisti con uno spirito quasi di «contro-informazione». Intanto le lezioni sono state sospese. Di fronte alle telecamere la preside, Lidia Acerboni, ha mostrato le «carenze» dell?edificio in via di sistemazione: per motivi di sicurezza alcune porte sono state sigillate; sarà applicata una campanella elettrica, che suonerà a fine lezione ma anche in caso di pericolo e saranno messi a regola i maniglioni antipanico di alcune porte. Sarà poi prodotta la certificazione relativa e si dovranno aspettare i controlli dei pompieri. I tempi della riapertura presumibilmente saranno brevi: «Quando i vigili – ha detto la preside – certificheranno i lavori, potremo riaprire. La decisione del prefetto mi sembra la logica conseguenza dei rilievi edilizi, tanto è vero che lo abbiamo preceduto non aprendo i battenti». E Lidia Acerboni ha ribadito che «per quanto riguarda i programmi didattici e tutto ciò che attiene all?insegnamento abbiamo inviato la documentazione, entro il 18 luglio scorso, al direttore scolastico regionale, nostro unico referente. E non abbiamo ricevuto risposta». «Nostra logica – ha aggiunto – è l?integrazione: i programmi, egiziano e l?italiano saranno integrati. Gran parte dei genitori sono coppie miste, sarà insegnata la religione musulmana e cristiana coopta. Inoltre, vi sono molte iscrizioni nuove e solo una parte sono studenti della scuola di via Quaranta». I lavori sono stati realizzati «trovando qualche sostegno e con l?indebitamento». Gli studenti frequentano le elementari, al costo di circa 1.000 euro l?anno più 300 di iscrizione all?associazione «Insieme» che ha istituito la scuola, e le medie pagando 15.000 euro: le rette scendono per chi manda due o più figli. Il decreto di chiusura provvisoria, firmato dal prefetto Gianvalerio Lombardi, è stato deciso dopo l?incontro di mercoledì scorso con l?assessore Moioli, il direttore scolastico regionale Dutto, il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Pellicano. Dalla riunione è emerso che «scuola e locali – spiegano in Prefettura – per l?attività scolastica sono sprovvisti, attualmente, delle necessarie autorizzazione e dei requisiti di sicurezza indispensabili per garantire l?incolumità di allievi e insegnanti». Polemico il Codacons che ha chiesto al Prefetto di chiudere tutte le scuole insicure: «La sicurezza dei bambini non può essere un optional da tirare fuori solo quando fa comodo». Il ministro della Pubblica istruzione, Fioroni, ha ribadito che «il problema politico non esiste. La scuola araba, come qualunque altra scuola straniera, ha fatto domanda di autorizzazione. In questo Paese esistono norme e regole che vanno rispettate».

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