7 Gennaio 2020

Il precedente: equipaggio dirottato dai babyras

NAPOLI. Quello accaduto domenica pomeriggio alle Case Nuovo è purtroppo un episodio tutt’ altro che inedito. Un’ analoga vicenda, anzi con contorni ben più drammatici si era consumata nelmaggio del 2018 al pronto soccorso dell’ ospedale Pellegrini. Per quella storiaccia furono, nel giro di pochi giorni, individuati sette giovanissimi in odore di clan. Violenza privata, interruzione di pubblico servizio e rapina. Sono state queste le accuse mosse dalla Procura a carico di Marco Marrazzo, Vincenzo Masiello, Carlo Laudanno, Antonio Buccino, Filippo Buonadonna, Antonio Bocchetti e Vincenzo D’ Avino. In sette furono raggiunti da un avviso di conclusione indagini. Scattato il successivo rinvio a giudizio, il processo di primo grado sarà celebrato nelle prossime settimane. Secondo quanto emer so dalle indagini, avrebbero letteralmente dirottato un’ ambulanza chiedendo di soccorrere un amico, un 17enne rimasto vittima di incidente stradale. Avrebbero minacciato l’ equipe medica dell’ ospedale Vecchio Pellegrini. Era la notte del 27 maggio. Emanuele Esposito, 17enne rimasto vittima di incidente stradale, perse la vita. Dopo l’ impatto ci fu l’ incursione in ospedale. L’ autista dell’ ambulanza sarebbe stato spinto a mettersi alla guida del mezzo che in quel momento non aveva neanche la barella. Venne recuperata una portantina anche se non adatta ad essere utilizzata in ambulanza. In quella circostanza, come emerso dal racconto di alcuni testimoni, un paziente in attesa di essere curato fu spinto via. Arrivati sul posto, gli aggressori lasciarono il mezzo di soccorso, sul luogo dell’ incidente vi era già un’ altra equipe me dica. Un copione che a distanza di meno di due anni è andato purtroppo di nuovo scena. Stavolta, però, al Loreto Mare. Dopo gli ennesimi casi di vio lenze e aggressioni negli ospedali di Napoli e nelle ambulanze in servizio in città, il Codacons rivolge intanto un appello al Governo affinché intervenga a tute la dell’ incolumità di personale medico e paramedico. «La situazione sta oramai degenerando e si moltiplicano gli episodi di aggressioni a danno dei medici e di abusi presso le ambulanze che operano in città – afferma il presidente del Codacons, Giuseppe Ursini – Le istituzioni locali, dalla Regione al Comune, sono colpevoli di immobilismo e l’ assenza di misure specifiche a tutela dei medici incrementa l’ anarchia che regna a Napoli. Per tale motivo ci rivolgiamo al Governo affinché adotti provvedimenti urgenti a tutela del personale sanitario, inviando i militari dell’ esercito e agenti delle forze dell’ ordine a presidiare pronto soccorso, ospedali, guardie mediche della città, mentre le ambulanze conclude – devono circolare con apposita scorta armata per porre fine all’ escalation di violenza dell’ ultimo periodo».

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