4 Ottobre 2013

Il potere d’ acquisto delle famiglie in caduta libera

Il potere d’ acquisto delle famiglie in caduta libera

Il potere d’ acquisto delle famiglie italiane lo scorso anno ha subito la peggiore caduta da sempre, scendendo del 4,7% rispetto al 2011. A certificarlo è l’ Istat, nelle cui serie storiche, avviate dal 1990, un crollo non si era mai visto. La perdita segnata nel 2012 è stata quasi doppia a confronto con quella del 2009, segno che l’ ultima crisi ha avuto come bersaglio principale le famiglie. Certo non è andata granchè per il resto dell’ economia: l’ Istituto ha corretto al ribasso il calo del Prodotto interno lordo per il 2012, portando la variazione a -2,5% dal -2,4% della stima precedente. Resta invece fermo al 3% il rapporto tra deficit e Pil, almeno per l’ anno passato. Insomma l’ aggiornamento dei dati chiave sul 2012 restituisce il quadro di un Paese in recessione sotto tutti i fronti. Non solamente scende il potere d’ acquisto, ma anche il reddito disponibile a prezzi correnti registra una contrazione netta (-2%). E nonostante la spesa si riduca anche i risparmi languo no, con la propensione a mettere da parte, considerata una delle virtù nazionali, ridotta ai minimi da ventidue anni. La propensione a risparmiare, definita dal rapporto tra il risparmio lordo e il reddito disponibile, è infatti scesa all’ 8,4%, più che dimezzata a confronto con quindici anni prima. Forse ancora più chiari sono i dati sui consumi delle famiglie, considerando i volumi, ovvero le quantità, l’ Istat rileva dei tonfi del 9,9% per l’ abbigliamento, dell’ 8,6% per i trasporti. In realtà a flettere sono tutte le voci, compresa l’ istruzione, la sanità e l’ alimentare. Guardando agli indicatori macro, l’ aggiornamento non mette in evidenza grandi modifiche, lasciando in variate rispetto alle stime anche le cifre “record” sul debito pubblico, al 127% del Pil, e sulla pressione fiscale, al 44% sempre nel 2012. A preoccupare di più però sono i conti fatti dall’ Istat sui bilanci familiari: Federconsumatori e Adusbef parlano di un quadro “allarmante”, mentre il Codacons calcola come il crollo del potere d’ acquisto equivalga a”una perdita di1.642 euro”per un nucleo di tre persone. E per quest’ anno secondo Confesercenti non bisogna attendersi miglioramenti. L’ associazione dei commercianti, infatti, stima che in due anni, tra il 2012 e il 2013, in Italia il reddito reale subirà una contrazione pari al 6,5%.
marianna berti

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox