6 Febbraio 2005

Il postino-fantasma suona a singhiozzo

Il postino-fantasma suona a singhiozzo

Dal 1998 ad oggi «tagliati» settecento posti di lavoro. La «geografia» dei disagi

Ritardi nelle consegne, a volte anche di mesi. Zone totalmente scoperte dal servizio di recapito, postini costretti a turni massacranti e spesso insultati, se non picchiati, da utenti portati all`esasperazione. Proprio come nel caso di Lorenzo Timo, il portalettere di Carmiano che l`altro ieri è finito sanguinante in ospedale per colpa di un cittadino inferocito (il fatto ha scatenato oggi violente reazioni sul fronte sindacale). Il mosaico dei servizi postali in provincia di Lecce è costellato di tessere mancanti, di vuoti assoluti e situazioni-limite che pesano ormai come un macigno sulla collettività e sullo stesso personale, sempre più bersaglio di una rabbia diffusa. La mappa dei disagi è complessa e le carenze sono avvertite ovunque, con decine di lamentele e segnalazioni quotidiane che piovono sulle Poste e sulle associazioni dei consumatori. Qualche dato può servire a chiarirne le dimensioni. Delle 334 zone di recapito in cui è suddiviso il territorio (ogni comune ne ha in media tre-quattro), 20 risultano scoperte a causa di malattia grave dell`operatore di zona. Ma a queste se ne aggiungono molte altre che, giornalmente, rimangono totalmente prive di copertura a causa di assenze temporanee per malattia o ferie. Tutto ciò a fronte di una carenza che i sindacati stimano in 120 unità tra portalettere e sportellisti su un organico complessivo di 1.300 operatori (prima del `98 erano ben duemila). Il problema delle zone non servite, ovvero prive di postino, riguarda piccoli e grandi comuni, in particolare Casarano, Gallipoli, Taurisano, Sannicola e Carmiano. A Sannicola, ad esempio, esistono tre zone ma uno dei tre postini è andato di recente in pensione senza essere stato sostituito. Le conseguenze ricadono sui due operatori che devono lavorare sodo, evitando accuratamente di ammalarsi per consentire i recapiti. E ci sono centri come Merine e Lizzanello dove il servizio è svolto a singhiozzo, con consegne a macchia di leopardo che comportano ritardi nella corrispondenza anche di molti giorni. Problemi si riscontrano anche a Cavallino, Copertino, Monteroni, Squinzano e Surbo. Giorgilorio, in particolare, è una delle più ampie zone «scoperte» che già da molti anni ambisce invano ad avere un servizio mirato. Le conseguenze sono disastrose tanto per gli utenti quanto per i dipendenti. Otello Petruzzi, segretario provinciale della Failp-Cisal, lancia un grido d`allarme, preannunciando azioni di lotta. «Alle proteste e agli insulti che portalettere e sportellisti ricevono quotidianamente – lamenta – ora si aggiungono anche le percosse e i ricoveri in ospedale. Lo sfruttamento del personale è arrivato al massimo. Ignorare il contratto di lavoro è una regola costante. Calpestare i diritti, negare il pagamento delle prestazioni straordinarie è ormai un`abitudine consolidata. Il sindacato – continua – ricorre all`Ispettorato del lavoro, al Prefetto, attiva vertenze, ma trova sempre un`azienda sorda ad ogni sollecitazione». Petruzzi ricorda che anche le ferie sono spesso una chimera, «centinaia di giornate non godute che risalgono addirittura al 2003». E poi il problema delle assuzioni a tempo determinato, che sembra essere divenuto una regola. «Si chiamano in servizio giovani per due o tre mesi, che non hanno un`adeguata professionalità – spiega – ed ovviamente trovano difficoltà enormi nel gestire i recapiti. Conclusa l`esperienza, si ricomincia con altre assunzioni dello stesso tipo e i disagi ricominciano». Emanuele Vilei della segreteria Cisal, punta l`indice sulle «esternalizzazioni», ossia l`affidamento di alcuni servizi a società esterne. «Quella delle raccomandate – dice – è una faccenda molto delicata per la natura stessa della corrispondenza. L`incarico affidato a società terze è una modalità da tempo contestata. Il senatore Giorgio Costa ha anche presentato un`interrogazione al Ministro del Lavoro, rilevando che sarebbe molto più economica e vantaggiosa una gestione interna. Attualmente, peraltro, è spesso impossibile risalire alla spedizione di certe raccomandate, prive di timbro e data, e i disguidi possono produrre danni economici anche seri per i cittadini». Piero Mongelli, del Codacons, riferisce che l`associazione raccoglie periodicamente decine di proteste a causa di ritardi e disguidi, specie nell`hinterland leccese, Monteroni, Surbo, Lizzanello. «Spesso – rileva – riusciamo a risolvere stragiudizialmente alcune situazioni, in virtù di una convenzione che abbiamo con le Poste. Ma mi rendo conto che vi possono essere circostanze più gravi, capaci anche di configurare un`interruzione di pubblico servizio». L`avvocato Paolo Nuzzo, tutela gli interessi della Federconsumatori. «A Galatone – dice – la situazione è grave da molto tempo. Ma è diventata tragica in agosto, quando hanno iniziato la ristrutturazione dell`ufficio, dirottando l`utenza in un capannone prefabbricato. Le unità agli sportelli, sei in tutto, sono nettamente insufficienti e i tempi d`attesa superano di molto i 20 minuti. Il pagamento delle pensioni, poi, si trasforma in una giornata campale. Riguardo alla consegna, invece, il rione San Luca è rimasto scoperto per oltre un mese tra agosto e ottobre. Trattiamo ogni mese 10 o 15 casi di disservizi, e per avere tutela si rivolgono a noi sia utenti che portalettere».

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