14 Agosto 2001

Il postino suonerà una volta soltanto.

Il postino suonerà una volta soltanto


Le raccomandate non verranno più consegnate alla porta di casa: secondo un progetto delle Poste Italiane per ritirare le missive bisognerà farsi trovare sul marciapiede, in “fila“ con gli altri condomini

ROMA – Cambiano i tempi e cambiano, soprattutto le Poste Italiane, alle prese con una pesante opera di maquillage e di ristrutturazione dei servizi. Tanto che neanche le tradizionalei raccomandate, consegnate porta a porta, saranno più le stesse.

In effetti, le Poste vogliono cancellare proprio la caratteristica principale delle raccomandate: la consegna fin sulla porta di casa. ma ora si cambia: o si riesce a sentire il trillo del citofono e si scende giù in strada a ritirare la lettera o il pacco, oppure si dovrà andare poi all`ufficio postale. Il postino non aspetterà più che il destinatario della raccomandata esca dalla doccia o si desti dopo una notte di sonno profondo. Contrariamente al luogo comune, e alle pellicole di Hollywood, suonerà una volta soltanto.


Altra novità protrebbe essere al “fila condominiale“. Nel caso di consegne a diversi condomini, si dovrà rimanere in attesa del proprio turno, religiosamente, proprio come all`ufficio postale vero e proprio.


Le Poste avrebbero infatti deciso di sopprimere il servizio di consegna a casa per le raccomandate. La novità, dettata dalla ristrutturazione in corso, partirà proprio in questi giorni d`agosto, assieme ai 23 milioni di opuscoli che l`azienda guidata da Corrado Passera sta inviando agli italiani e che spiegano nuove e vecchie modalità per spedire la corrispondenza.

Al 160, numero ufficiale di Poste italiane, sulle raccomandate rispondono che “informazioni ufficiali non ve ne sono“, ma poi ammettono che la consegna a casa “è comunque a discrezione dell`addetto“.
Ma la discrezionalità e l`operazione “fila condominiale“ potrebbero però essere bloccate dal Nars, il nucleo che vigila sui servizi di pubblica utilità.


La mancata consegna a domicilio potrebbe infatti violare quanto previsto dal decreto legislativo 261 sui servizi postali e dal contratto di programma sul servizio universale facendo scattare per le Poste sanzioni da centinaia di milioni e, in caso di “reiterate violazioni“, perfino la revoca del servizio stesso.


Nel testo di legge si ricorda che gli invii postali devono essere consegnati “al domicilio di ogni persona fisica o giuridica“. Ma esclusa la cassetta postale, dove viene depositata la posta ordinaria, con il nuovo sistema la consegna delle raccomandate avviene invece in strada e non più ai piani come prevede il regolamento postale.


Lo Stato versa tra l`altro alle Poste, proprio per compensare i costi del servizio universale e quindi anche della consegna delle raccomandate su tutto il territorio, centinaia di miliardi: per il 2001 è stata stanziata la somma di 430 miliardi di lire.


“E` una vicenda complicata -spiega Ettore Calogero, presidente di Recapitalia, il consorzio che associa numerose agenzie di recapito- a lungo si è dibattutto se lasciare o meno alle Poste le raccomandate all`interno del servizio universale. Il regolamento postale parla chiaro: le raccomandate devono essere consegnate ai piani. E` evidente che eliminando le agenzie da questo compito, a parte gli accordi che hanno fatto le Poste con alcune di queste, all`interno dell`azienda sono sorte difficoltà su chi deve svolgere questa mansione“.


L`azienda insomma si potrebbe essere trovata obbligata a varare l`operazione `fila condominiale`, non potendo contare sulla disponibilita` dei portalettere ordinari che si rifiuterebbero di svolgere compiti non di loro competenza. E secondo il sindacato l`iniziativa non e` altro che il risultato della politica aziendale di “tagli e ristrutturazione del personale“. I portalettere sono attualmente 42 mila e ogni anno dovrebbero recapitare oltre alla posta ordinaria 260 milioni di raccomandate. “Hanno cambiato modelli e tempi di consegna spiega Nino Sorgi, segretario generale dell`Slp-Cisl – fa parte della strategia aziendale di tagli al personale: a furia di comprimere per contenere i costi gli effetti alla fine sono questi. Il servizio peggiora e a rimetterci sono i cittadini“.


Sulla questione intervengono anche le associazioni dei consumatori perché il problema di fondo in effetti è serio: in difficolta` potrebbero ritrovarsi gli anziani, i disabili e tutte le altre persone che per qualsiasi motivo in quel momento non possono uscire di casa. “Non c`é dubbio che ci sia qualche cosa che non quadra -dice Carlo Rienzi, presidente del Codacons- il prezzo pagato per la raccomandata è per una consegna specifica; non deve essere mischiata con la corrispondenza ordinaria, tanto che deve essere consegnata subito dopo l`arrivo. Se non lo fanno ci può essere anche un`ipotesi di truffa e di frode commerciale“.

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